Dopo una flessione del mercato immobiliare, la compravendita delle case sta lentamente riprendendosi e ciò stimola l’interesse all’accensione di un mutuo. Gli analisti prevedono che i tassi di interesse, sia Eurirs che Euribor, nel breve periodo non sono destinati ad aumentare e, al contrario, resteranno più che bassi.
Questo determina che, coloro i quali sono interessati a valutare dei mutui online per scegliere quello più adeguato alle proprie esigenze, continueranno ad essere favoriti sia nel caso si opti per un mutuo a tasso fisso dove non attendersi sorprese, sia per chi deciderà di scegliere un mutuo a tasso variabile, dove è possibile avere dei vantaggi in caso di favorevoli congiunture.

Le statistiche hanno stabilito che il tasso Euribor da più di un anno è stabile a – 0,37% che ha prodotto rate più basse a tutti coloro che hanno un mutuo in corso e che, solo alla fine di quest’anno, è pronosticato un leggero aumento che viene ipotizzato ad una stima di – 0,30% con proiezioni che indicano che resterà negativo anche nel prossimo futuro.
L’andamento relativo all’Eurirs non si distacca molto, anche se all’inizio di quest’anno si è verificato un lieve aumento del + 0,20% ma, come si sa, questo tasso è strettamente connesso con l’andamento dell’inflazione e questo preannuncia un graduale aumento del suo parametro laddove si manifestasse un aumento dei prezzi in linea generale.

L’origine di tutto questo è il Quantitative Easing

Se i tassi dei mutui restano alquanto favorevoli e stimolano una certa movimentazione del mercato immobiliare, ciò lo si deve alla politica monetaria approntata dalla BCE (Banca Centrale Europea) che ha stabilito una strategia vincente negli ultimi anni. Per chi fosse a digiuno di questa politica possiamo dire che la Banca Centrale Europea ha continuato a comprare in modo diretto i titoli di Stato dei Paesi facente parte dell’Unione Europea e questa azione è riuscita a tenere bassi le spese per la restituzione di questi debiti con notevole vantaggio per i Paesi interessati che, inoltre, godono del beneficio di attirare altri investitori verso i mercati finanziari interni.

La Banca Centrale Europea acquista questi titoli con delle risorse immesse proprio per l’occasione, aumentando di conseguenza la liquidità presente nel circuito finanziario e soddisfacendo la domanda di denaro a un costo minore. Se a questo si aggiunge il fatto che la BCE ha fissato il tasso base allo 0%, le banche sono incentivate a erogare nuovi prestiti piuttosto che lasciare i fondi in giacenza con rendimento negativo o, bene che va, uguale allo zero.

I risultati sono tutti da accertare ma questa strategia – non sempre benvista da tutti i Paesi facenti parte della UE- sicuramente sarà in essere fino a quando Mario Draghi non terminerà il suo mandato nel 2019, allorquando potrebbe anche essere cassata da quello che sarà a capo della BCE.

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