Firmato dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni lo scorso 14 settembre, il decreto sull’Ape volontaria non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale; le indiscrezioni degli ultimi giorni, in ogni caso, permettono di avere un quadro abbastanza chiaro delle novità che saranno previste in materia, a cominciare dalla retroattività facoltativa e dagli adeguamenti delle aspettative di vita, senza dimenticare l’estinzione del prestito anticipata. La retroattività a partire dal 1° maggio del 2017 pare essere stata confermata, ma attenzione: essa non viene riconosciuta in automatico. Per usufruirne, invece, è necessario che sia il lavoratore interessato a farne richiesta, inoltrando la domanda entro il termine di sei mesi calcolato a partire dall’entrata in vigore del provvedimento.

Che cosa fare per presentare la domanda di Ape volontaria

Il lavoratore interessato a beneficiare dell’ape volontaria deve presentare all’Inps la domanda relativa, compilando il modello che è allegato al decreto; la domanda può essere presentata direttamente o tramite un intermediario. La risposta dell’Inps giunge entro 60 giorni: a quel punto si può sapere se la certificazione dei requisiti è stata confermata oppure no. Vengono indicati, inoltre, l’importo minimo e l’importo massimo dell’anticipo. La trafila da seguire, però, non si conclude qui: una volta che ha ottenuto la certificazione, il lavoratore deve presentare all’Inps un’altra domanda, sfruttando la firma elettronica e l’identità SPID, segnalando la quota di anticipo di cui intende usufruire. Nella domanda sono incluse anche l’assicurazione in caso di morte anticipata e la proposta del contratto di finanziamento, che prevede rate mensili. Al contempo, è necessario presentare anche la domanda valida per richiedere la pensione di vecchiaia. Sul sito dell’Inps sarà messo a disposizione un simulatore che permetterà di calcolare in maniera automatica la rata del prestito.

Rate, importi minimi e importi massimi

Secondo quanto previsto dal provvedimento, l’importo minimo dell’anticipo sarà pari a una rata di 150 euro al mese. Per quanto concerne l’importo massimo, invece, sono stati stabiliti limiti differenti a seconda delle condizioni. Se l’Ape avrà una durata compresa tra i 6 e i 12 mesi, l’importo massimo non potrà superare il 90% della pensione; se l’Ape avrà una durata compresa tra i 12 e i 24 mesi, l’importo massimo non potrà superare l’85% della pensione; se l’Ape avrà una durata compresa tra i 24 e i 36 mesi, l’importo massimo non potrà superare l’80% della pensione; se, infine, l’Ape avrà una durata di più di 3 anni, l’importo massimo non potrà superare il 75% della pensione. La rata mensile di ammortamento, invece, dovrà essere inferiore al 30% della pensione, tenendo conto di altri debiti con il Fisco.

Estinzione anticipata e aspettative di vita

Stando al nuovo decreto, il prestito potrà essere estinto in anticipo rispetto a quanto previsto in qualsiasi momento: a quel punto decadrà la domanda della pensione di vecchiaia. Vale la pena di ricordare che l’Ape volontaria non può essere richiesta e ottenuta nel caso in cui si sia beneficiari di altre pensioni dirette: ciò vuol dire che se il lavoratore riceve una pensione si interrompe l’anticipo e si procede a un ricalcolo del piano di ammortamento, mentre l’assicurazione viene restituita. La domanda può essere presentata a partire da 3 anni e 7 mesi prima del momento in cui parte la pensione della vecchiaia: per il calcolo degli importi si tiene conto del momento in cui la richiesta viene presentata. Gli aumenti delle aspettative di vita non vengono tenuti in considerazione per la valutazione dei requisiti, ma implicano una rideterminazione delle rate e del prestito conseguente a un allungamento del periodo di anticipo della pensione.

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