Cresce ancora in Italia il mercato immobiliare e la produzione industriale.

Per il terzo anno di fila il mercato del mattone sale e compie un balzo in avanti.

La previsione fatta dal CERM nel 2009 che affermava la fine della caduta dell’economia sembra essersi avverata nella più rosea delle sue aspettative (https://www.milanofinanza.it/archivio/industria-cerm-dati-istat-confermano-stop-caduta-ma-ripresa-incerta-201002101457025934)

Tutti i dettagli della ripresa sono contenuti nella sesta edizione del volume «Gli Immobili in Italia» realizzato dall’Agenzia delle Entrate, studio che può contare su un ampliamento qualitativo e quantitativo della banca dati immobiliare integrata.

 

Quest’anno le rilevazioni dell’Agenzia confrontano l’andamento del mercato immobiliare italiano con tutta una serie di altri Paesi.

 

Gli elementi della crescita del settore sono oggetto anche del Rapporto Immobiliare residenziale 2017, che coinvolge ancora l’Agenzia delle Entrate, ma può contare sulla collaborazione dell’Abi.

 

A garantire la crescita del mercato immobiliare ha contribuito la riduzione del prelievo immobiliare che,  insieme al rilancio degli investimenti pubblici e alla proroga delle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli edifici, ha rappresentato un elemento importante per consolidare il percorso di crescita del nostro Paese.

 

In fatto di numeri il mercato immobiliare nel 2016 ha messo a segno una crescita del 18,9%, andando ben oltre le più rosee aspettative e i numeri degli anni precedenti, che segnalavano nel 2015 una crescita del 6,5%, e nel 2014 un segno positivo pari a +3,5% con un totale di compravendite pari a  534 mila abitazioni.

 

Se cresce il volume delle compravendite faticano ancora a salire i prezzi degli immobili, anche se i segnali della riprese sono incoraggianti come sottolineano i numeri.

Il valore delle compravendite è infatti passato da 76 a 89 miliardi.

Resta stabile il valore dei contratti di affitto degli immobili che vanta comunque una progressione del +0,63% rispetto al 2015.

 

E’ in netta crescita anche l’acquisto delle case grazie all’utilizzo di un mutuo ipotecario con una percentuale pari al +27,3%.

Tutto ciò anche perchè è migliorato nettamente l’indice di affidabilità economica delle famiglie, elemento determinante che consente alle banche di aprire mutui con più facilità.

Ad essere acquistate tramite un mutuo sono oltre 246 mila abitazioni e la media di capitale concesso è di circa 120mila euro, pro capite.

L’area in cui sono cresciuti maggiormente i mutui casa è il nord-ovest che tocca quota 36,7%.

 

Le entrate sono in aumento nell’area lombarda dove il mercato può contare su una crescita del 21,4%.

In fatto di numeri è importante sottolineare che l’area di Milano e l’hinterland, da sole, corrispondono ad un quinto del mercato nazionale globale.

Seguono a ruota il Veneto con un +23,1%, la verdeggiante Toscana con un +20,0%, l’ Emilia-Romagna che segna un +22,8% a pari merito con il Piemonte.

 

Seppure con un peso minore sul volume di scambio nazionale risultano buoni anche i risultati messi a segno in Liguria (+23,8%), Sardegna (+18,2%), Friuli-Venezia Giulia (+18,8%) e Valle d’Aosta (+24,6%).

 

Più contenuto è il rialzo nel Lazio (+13,2%) che con oltre 55mila scambi di abitazioni nel 2016, rappresenta il 10% circa del totale degli scambi sul territorio nazionale.

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