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In quest’articolo per l’edizione settimanale riservata ai soli utenti registrati in newsletter, andiamo a presentare alcuni studi tecnici sullo S&P 500 (nuovamente sui massimi dell’estate 2015) e su alcuni degli indici azionari più importanti d’Europa. Soprattutto per quanto riguarda quest’ultimi, è bene sottolineare che i mercati azionari europei stanno attraversando periodi di grande indecisione alternati a momenti di forte volatilità a causa della sempre più vicina votazione per la Brexit.

S&P 500

Nell’immagine soprastante è visibile un inquadramento tecnico dell’indice S&P 500di lungo periodo (candele settimanali). Questa settimana l’indice ha provato ad entrare nell’area di resistenza tra 2100 e 2130 punti, ma senza successo. Per giunta, il Bollinger Percentuale (sul quale è stato individuato il livello dell’88% come soglia rilevante) sembra non poter offrire ulteriore spunto rialzista e l’ADX, con un valore di appena 14,2 punti, segna un trend quasi assente. Apparentemente, almeno da un punto di vista tecnico, sembra che l’indice non abbia abbastanza forza per superare al rialzo la zona di resistenza dei massimi storici
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FTSE MIB

Anche sul FTSE MIB è stata rilevata una soglia rilevante sul Bollinger Percentuale, pari al livello del 70%. L’andamento recente dell’indice è poi stato inquadrato all’interno sia dei Ritracciamenti di Fibonacci che, contestualmente, di un canale laterale e di un triangolo simmetrico (blu nell’immagine). E’ proprio quest’ultimo ad attirare la nostra attenzione poiché il FTSE MIB è ormai arrivato alla sua fine ed a breve dovrà prendere una direzione. Con una rottura rialzista il primo target di prezzo sarebbe il tetto del canale (trendline rossa), mentre con una rottura ribassista diverrebbe il livello di ritracciamento al 61,8% nonché 16.750 punti. Ad ogni modo, la divergenza notata sull’indicatore Momentum ed i minimi relativi crescenti sembrano favorire uno scenario positivo, mentre il valore dell’ADX sotto i 15 punti lascia presagire una più probabile fase laterale.

FTSE 100

L’indice azionario principale britannico, il FTSE 100, presenta una situazione grafica sul giornaliero particolarmente articolata. Potrebbe infatti:
– essere inserito all’interno di un canale laterale iniziato ad agosto 2015 (ed escludendo le parentesi di inizio 2016) avente come pavimento il supporto verde e come tetto la resistenza rossa tracciata dal massimo relativo di inizio ottobre;
– essere inserito all’interno di un triangolo laterale delimitato dalla trendline rialzista verde e da quella ribassista blu.
E’ proprio quest’ultima che indica anche una forte (e non unica) divergenza. Una seconda infatti è stata individuata sul canale del Momentum e potrebbe essere un valido presagio di continuazione del trend ribassista di lungo periodo. Anche il Bollinger Percentuale sembrerebbe dirci che l’indice non riesce a salire maggiormente.
Data, infine, la forte incertezza causata dall’imminente Brexit, cautela sul mercato e quindi un trend tendenzialmente laterale sembrano lo scenario più probabile (un possibile canale di oscillazione per questo movimento è rappresentato nell’immagine dai due livelli tracciati in nero). Ciò, da punto di vista tecnico, può essere confermato dall’ADX con un valore pari a 14 ad indicare un’assenza di trend.

DAX 30

Il framework impostato per il DAX 30 è alquanto particolare. Abbiamo infatti inserito nel grafico settimanale (di lungo termine) dell’indice ben tre Ritracciamenti di Fibonacci, uno all’interno dell’altro. Ed, a quanto pare, il paniere tedesco rispetta questi livelli quasi alla perfezione! Di particolare importanza poi la trendline rialzista blu, sulla quale, nonostante la rottura di fine 2015, il DAX continua ancora ad oscillare. Cruciale sarà il momento in cui quest’ultimo incontrerà anche la seconda trendline (quella ribassista). Solo una concreta rottura di questa darà effettivamente uno spunto rialzista, altrimenti il trend di medio termine rimarrà ribassista (come evidenziato dalla direzione del canale stesso). Da considerare, infine, le variedivergenze individuate tra i minimi degli indicatori e quelli dell’indice. “Se lo strumento disegna minimi decrescenti e l’indicatori minimi crescenti, la divergenza sarà rialzista“.

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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