Nei primi tre mesi del 2016, i profitti Volkswagen si sono ridotti del 20%: la compagnia tedesca sta ancora risentendo delle conseguenze negative dello scandalo sulle emissioni di gas dannosi.

Il profitto lordo è sceso a 3,2 miliardi di euro nel primo trimestre, rispetto a quello di 3,97 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno scorso.

L’amministratore delegato Matthias Mueller ha dichiarato di essere “soddisfatto” dell’inizio di “quello che  sarà, senza dubbio un difficile 2016”.

L’anno scorso, VW ammise di aver installato a bordo delle sue vetture un software che alterava i risultati dei tests sulle  emissioni.

La società ha fatto accantonamenti per più di 16 miliardi di euro per far fronte ai costi derivanti dallo scandalo. Gli analisti della banca NordLB prevedono che il totale di tali costi salirà fino a raggiungere una cifra tra i 20 ed i 30 miliardi di euro.

Il colosso tedesco ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia statunitense, per cui richiamerà dal mercato le vetture difettose, risarcendo i più di 500.000 cittadini americani proprietari delle autovetture. Gli ultimi dettagli sui termini dell’accordo verranno resi noti in giugno.

Nel primo trimestre, ancora una volta  siamo riusciti a circoscrivere gli effetti economici della questione dello scandalo sui diesel e a raggiungere risultati di tutto rispetto, nonostante le difficili condizioni”, ha aggiunto Mueller.

Nel trimestre, i ricavi derivanti dalle vendite hanno avuto una contrazione del 3,4% , scendendo a 51 miliardi di euro.

Le vendite delle vetture con marchio VW  hanno sofferto particolarmente, i profitti di questo settore del business sono precipitati dell’83% a 73 milioni di euro, dai 514 milioni di euro dell’anno scorso.

La compagnia mantiene la sua previsione di una diminuzione annuale – per il 2016- del 5% nei ricavi derivanti dalle vendite “in conseguenza di particolari condizioni economiche – soprattutto in Sud America ed in Russia – dell’andamento dei tassi di scambio, nonché delle conseguenze dello scandalo sui modelli diesel”.

La compagnia prevede, per il 2016, una marcata diminuzione dei ricavi derivanti dalle vendite delle autovetture del suo marchio, che include Audi, Seat e Skoda.

I titoli VW hanno perso il 3% a Francoforte, e il 40% negli ultimi 12 mesi.

Ana Nichols, analista del settore auto all’Economist Intelligence Unit, ha dichiarato: “La vendita delle unità continua a crescere, con un aumento dello 0,8% nel primo trimestre del 2016, suggerendo il fatto che i clienti danno meno importanza alle emissioni, di quanta ne diano gli investitori ed i media”.

Ironia del caso, quest’anno la Volkswagen sta avviandosi a diventare la più grande casa automobilistica del mondo, dato il fatto che Toyota e General Motors hanno entrambe visto scendere i loro dati di vendita” ha concluso la Nichols.

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