Il Giappone ha rimandato il piano di aumentare l’IVA nazionale al 10% dall’attuale 8%.

L’aumento della tassa era previsto per l’anno prossimo, ma il primo ministro Shinzo Abe ha intenziore di rinviare il provvedimento alla fine del 2019.

Abe dichiara di voler accelerare la sua politica di “Abenomics”,che intende risollevare il Paese da più di dieci anni di deflazione e stimolare la crescita economica.

L’IVA è stata introdotta per la prima volta in Giappone nel 1989 ad un tasso del 3%.

Inizialmente, l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dall’8% al 10% era programmato per l’ottobre del 2015, poi è stato rimandato ad aprile 2017 ed ora è stato ulteriormente spostato.

L’economia giapponese si basa largamente sul consumo interno, ma la popolazione sta invecchiando e diminuendo. A causa di ciò, sempre meno individui contribuiscono alla vita economica attiva.

La Bank of Japan (BOJ), a gennaio ha introdotto una politica di tassi di interesse negativi, stabilendo un tasso del – 0,1%, una mossa che ha sorpreso molti economisti.

L’introduzione di tassi negativi (è la prima volta che ciò accade, in Giappone) è stata pensata allo scopo di accrescere la spesa e gli investimenti, per stimolare la crescita economica.

Perché il Giappone deve ritardare l’aumento dell’IVA?

Vi sono timori che un altro aumento della tassa possa far deragliare la crescita economica. Nell’aprile 2014  l’IVA aumentò dal 5% all’8% e ciò causò una recessione. I consumi nazionali debbono ancora riprendersi. I dati di questa settimana mostrano come la spesa familiare e le vendite al dettaglio abbiano continuato a contrarsi.

Gli economisti sostengono che l’aumento della tassa è fondamentale per aiutare l’economia a colmare il suo enorme debito pubblico, che ha superato gli 11 trilioni di dollari – più del 220% del prodotto interno lordo. E’ il più alto livello di indebitamento tra i Paesi sviluppati.

Il Giappone ha disperatamente bisogno di trovare il modo di coprire l’aumento dei costi del welfare sociale, derivante dal rapido invecchiamento della sua popolazione.

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