L’ex direttore generale della World Trade Organization avverte che il Regno Unito rischia “un duro colpo”, affidandosi alle regole sul commercio internazionale stabilite dall’Organizzazione, in caso di Brexit.

Il settore dei servizi si troverebbe in una posizione di particolare vulnerabilità, mentre l’attività manifatturiera si troverà ad affrontare “spaventose complicazioni”, ha dichiarato Peter Sutherland alla BBC Radio5 Live.

I sostenitori del Brexit affermano che, in caso di uscita dall’Unione, il Regno Unito potrà contare sulle norme della WTO e che le preoccupazioni di Sutherland sono eccessive.

Un autorevole membro del gruppo Economists for Brexit, Gerard Lyons, ha dichiarato alla BBC che Sutherland esprime soltanto “conclusioni personali”.

La verità è che la Gran Bretagna può lasciare l’Unione Europea e gestire liberamente i suoi commerci con le regole stabilite dalla WTO”, ha affermato Lyons.

Come commissario europeo negli anni ‘80, Sutherland ha contribuito ai lavori preparatori per la creazione dell’area di libero scambio di merci e servizi del Mercato Unico europeo ed è stato direttore generale della WTO tra il 1993 ed il 1995.

La WTO non concederà il diritto di fornire servizi”, ha avvertito.

Attualmente,il sistema bancario britannico fornisce servizi in tutta Europa poiché, facendo parte dell’Unione, può operare ovunque. Ma, nel caso di Brexit, molte compagnie di  servizi finanziari potrebbero obiettare che non possono mantenere le loro sedi in un Paese al di fuori dell’Unione Europea e lascerebbero, perciò, il Paese.

Sarebbe  un duro colpo per l’economia britannica”, ha dichiarato Sutherland a Wake Up to Money.

Sutherland ha anche avvertito che i produttori potrebbero essere danneggiati dal Brexit, affermando che si troverebbero di fronte ad una normativa assai più complessa di quella attuale.

Se si vendono beni di consumo con le regole della WTO, bisogna dimostrare – e ciò comporta confini e ispezioni- che i componenti siano di fabbricazione britannica. Se, per esempio, si esportano vetture ed i motori sono stati fabbricati in un altro Paese, i controlli verrebbero effettuati su ogni elemento e potrebbero essere applicate differenti tariffe doganali su alcuni dei componenti”.

Da parte sua, Lyons, capo economista a Standard Chartered e membro del gruppo Economists for Brexit, replica che Sutherland  dovrebbe “guardare in faccia la realtà”.

Londra si è sempre adattata  ai cambiamenti, e così farà il settore della finanza. Sempre più la regolamentazione delle attività finanziarie è stabilita a livello internazionale”.

Per quanto riguarda le esportazioni, Lyons ha affermato: “Vi sono Paesi di tutto il mondo che non fanno parte del Mercato Unico che esportano nell’Unione Europea. E il restante 85% dell’economia britannica, che si basa sul commercio nazionale, non avrà bisogno di quelle norme e di quei regolamenti”.

About The Author

La redazione di Jobtrading.it è composta da giornalisti professionisti, pubblicisti, economisti e traduttori. Su Jobtrading.it è possibile trovare news dall’Italia, dall’Europa e dal Mondo intero, con informazioni riguardanti l’andamento dei mercati e dei principali strumenti finanziari. Grande impegno sarà profuso nel collegare i vari mercati ed i differenti strumenti finanziari per offrire una panoramica il più ampia possibile da diverse prospettive.

Leave a Reply

Your email address will not be published.