In un comunicato, rilasciato a conclusione del meeting del G7 in Giappone, si afferma che un eventuale voto del Regno Unito a favore dell’uscita dalla Comunità Europea, costituirebbe una “seria minaccia per la crescita globale”.

Nella sua dichiarazione finale, il gruppo avverte che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione arresterebbe il trend del mercato globale, degli investimenti e del lavoro.

Il meeting riunisce i principali sette stati industrializzati del mondo.

Il comunicato finale  mette al primo posto la crescita globale come obiettivo e come mezzo per fronteggiare le minacce all’economia e alla sicurezza mondiali.

L’avvertimento sulle conseguenze economiche di un eventuale Brexit giunge mentre la Gran Bretagna si prepara per il referendum del 23 giugno.

Il Primo Ministro David Cameron è stato protagonista di una campagna per la permanenza del Regno Unito nell’ambito del blocco di 28 Paesi facenti parte dell’Unione, e i recenti sondaggi suggeriscono una prevalenza di coloro che sono contrari al Brexit.

La crescita globale

Dopo due giorni di colloqui, i leaders di USA, Canada, Gran Bretagna, Italia, Germania, Francia e Giappone hanno stabilito che la crescita globale venga considerata come “urgente priorità”.

Il gruppo si è impegnato a “combattere collettivamente” i maggiori rischi per la crescita globale, tra cui le minacce all’ordine internazionale da parte del terrorismo e dell’estremismo violento.

Il documento aggiunge: “Ci riteniamo impegnati ad assicurare che la crescita sia aperta a tutti e ricca di opportunità di lavoro, beneficiando tutti i segmenti delle nostre società”.

Il comunicato esorta i mercati internazionali a combattere ogni forma di protezionismo e gli stati ad evitare la svalutazione delle loro monete a scopo concorrenziale.

Contrasto al terrorismo

Il G7 ha anche elaborato e pubblicato un piano per contrastare il terrorismo che – come si spera – chiuderà le importanti crepe nella cooperazione internazionale.

Oltre a migliorare la condivisione di informazioni tra i vari Paesi e l’Interpol, i Sette hanno anche dichiarato che verrà migliorato il controllo dei confini e la sicurezza aerea.

Il comunicato descrive la crisi dell’emigrazione in Europa come “un problema globale che richiede una risposta globale” di maggiori aiuti dalle istituzioni finanziarie internazionali e dagli stati.

Il documento prosegue, esprimendo “preoccupazione per la situazione nei mari a sud ed a oriente della Cina“, dove controversie marittime hanno portato a crescenti tensioni negli ultimi anni. Non vi è espressa menzione della Cina e della sua espansione in acque di controversa territorialità, ma il documento esorta al rispetto della libertà di navigazione e alla risoluzione pacifica e secondo legge delle controversie.

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