Dopo i colloqui svoltisi a Bruxelles, la Grecia ha aderito ad un accordo per ottenere lo sblocco di ulteriori 10.3 miliardi di euro (11.5 miliardi di dollari) di prestito dai suoi creditori internazionali.

I ministri delle finanze dell’Eurozona hanno anche acconsentito ad una ristrutturazione del debito greco, estendendo il periodo del rimborso e stabilendo un tetto massimo per i tassi di interesse.

La Grecia aveva urgente bisogno di questa iniezione di cash per ottemperare alla tranche di pagamenti con scadenza a luglio.

Il governo greco deve ai suoi creditori più di 300 miliardi di euro – circa il 180% del suo prodotto interno lordo annuale.

Il ruolo del Fondo Monetario Internazionale

Il Fondo Monetario Internazionale è stato, per mesi, in contrasto con i ministri delle finanze dell’Eurozona, sulla questione della ristrutturazione del debito greco. L’FMI considera essenziale tale riduzione, ma la Germania (soprattutto) si è sempre mostrata contraria.

Ora che l’accordo è stato raggiunto, il Fondo sta considerando l’ipotesi di contribuire al salvataggio.

I 19 ministri dell’Eurozona hanno dichiarato che l’accordo è stato reso possibile dalle riforme economiche greche e lo hanno definito una “svolta”.

L’accordo di oggi non riduce l’ammontare delle somme che la Grecia dovrà restituire. Le misure di alleggerimento del debito verranno messe in atto gradualmente, a partire dal 2018, dopo le elezioni greche che si svolgeranno alla fine dell’anno prossimo. L’accordo viene visto da molti come un compromesso per guadagnare tempo.

Abbiamo raggiunto un’importante svolta, che ci permette di entrare in una nuova fase del programma di aiuto finanziario alla Grecia“, ha dichiarato, questa mattina, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, ai giornalisti.

Il presidente ha dichiarato inoltre che il pacchetto di misure sul debito greco verrà “ messo in atto in fasi progressive”.

La ristrutturazione è giunta due giorni dopo l’approvazione, da parte del parlamento greco, di un’altra tornata di tagli alla spesa ed aumento delle tasse, richiesti dai suoi creditori internazionali.

Alcuni oppositori delle misure di aiuto hanno dimostrato, domenica, fuori dal parlamento.

Il governo greco, con a capo la coalizione di sinistra Syriza, aveva già acconsentito, l’anno scorso, ad un terzo salvataggio da 86 miliardi di euro ( 96 miliardi di dollari).

Il Fondo Monetario Internazionale deve ancora dare l’approvazione finale perché il Fondo continui a partecipare al salvataggio della Grecia.

L’organizzazione afferma che il debito pubblico greco non è sostenibile ai livelli attuali di circa il 180% del prodotto interno lordo.

Il direttore per l’Europa dell’FMI Poul M Thomsen ha dichiarato: “ Accogliamo con favore il fatto che si sia riconosciuta la necessità di una ristrutturazione che renda il debito greco sostenibile “.

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