Il colosso farmaceutico Bayer ha fatto un’offerta di 62 miliardi di dollari per Monsanto, un affare che darebbe origine alla maggiore industria di prodotti per l’agricoltura del mondo.

Bayer ha riferito che questa è una “straordinaria opportunità per creare un leader mondiale dell’agricoltura”.

Monsanto è conosciuta soprattutto per i suoi prodotti agricoli geneticamente modificati, spesso aspramente contestati.

La scorsa settimana, la notizia dell’accordo non ha incontrato il favore degli investitori, alcuni dei quali lo hanno definito “l’arrogante tentativo di costruire un impero”.

L’offerta è la più cospicua mai fatta da una compagnia tedesca, superando l’acquisizione – per 38.6 miliardi di dollari – di Chrysler da parte di Daimler, nel 1998.

John Colley, professore alla Warwick Business School, ha affermato che quello usato da Bayer è un approccio inusuale per un’azienda tedesca che ha sempre optato per rischi minori, nella sua espansione.

Il settore di Bayer per l’agricoltura produce sementi, diserbanti, insetticidi e fungicidi, ma la società è meglio conosciuta per la produzione di farmaci, quali l’Aspirina e l’Alka-Seltzer.

Gli analisti affermano che, qualora l’affare venisse concluso, almeno la metà del business della società risultante dalla fusione si svolgerebbe nel settore dell’agricoltura: un mix che, verosimilmente, non sarebbe gradito agli investitori che hanno acquisito azioni Bayer per l’offerta farmaceutica.

I titoli Bayer, che avevano perso l’8% all’annuncio della possibile fusione, hanno avuto un ribasso del 3% nelle prime ore di contrattazione (di oggi).

L’offerta giunge in un momento di grandi fusioni nell’industria chimico-farmaceutica.

Le concorrenti Dow Chemical, DuPont e Syngenta hanno tutte annunciato, recentemente, accordi di fusione (ancora sottoposti all’esame degli organi di regolamentazione della concorrenza).

La caduta dei prezzi delle merci ha messo sotto pressione le società come Monsanto, per la contrazione della domanda degli agricoltori.

Bayer afferma che l’offerta di 122 dollari per azione rappresenta un premio del 37% sul prezzo che avevano le azioni Monsanto, prima che circolassero le voci sull’accordo di fusione.

“Monsanto incontra perfettamente le esigenze del nostro business nell’agricoltura. Potremmo combinare le rispettive abilità e tecniche, con il vantaggio di una minima distanza geografica”.

Nello stesso tempo, le attuali attività di consolidamento nell’industria rendono questa prospettiva di fusione – di gran lunga- la più attraente”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Bayer, Werner Baumann. Ha aggiunto di essere fiducioso che il consiglio di amministrazione di Monsanto accetterà l’offerta, dicendo “Ci aspettiamo una risposta sicuramente positiva”.

Entrambe le compagnie hanno ammesso, la settimana scorsa, l’esistenza di colloqui volti alla conclusione di un possibile affare.

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