Una gigantesca fuga di dati riservati rivela come ricchi e potenti del mondo facciano uso dei paradisi fiscali per nascondere i loro capitali.

Undici milioni di documenti contenuti nell’archivio dati della società legale panamense Mossak Fonseca sono stati trafugati e passati al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung che, a sua volta, li ha condivisi con l’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), un consorzio internazionale tra reti mediatiche che riunisce  testate giornalistiche e reti televisive di 78 paesi.

Al momento non si conosce l’identità della talpa.

Nei documenti sono contenuti links che riguardano 72 Capi o ex Capi di Stato. I dati riguardano anche compagnie fantasma offshore legate a familiari e collaboratori dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, dell’ex leader libico Muhammar Gheddafi e del presidente siriano Bashar al-Assad.

Rivelano inoltre un’operazione di riciclaggio da miliardi di dollari compiuta da una banca russa che coinvolge stretti collaboratori del presidente Putin. Anche le modalità di tale operazione, condotta dalla Bank Rossiya, (soggetta alle sanzioni di U.S.A. ed Europa seguite all’annessione della Crimea), sono state rese note dalla pubblicazione dei files.

Il denaro è stato veicolato attraverso società offshore, due delle quali ufficialmente di proprietà di uno dei più cari amici del presidente russo.
Il violoncellista Sergei Roldugin conosce Vladimir Putin dall’adolescenza ed è padrino della figlia del presidente, Maria.
I documenti rivelano che Roldugin ha guadagnato personalmente centinaia di milioni di dollari da affari sospetti.
Ma i documenti delle società di Roldugin stabiliscono che: “La società è uno schermo societario fittizio, creato principalmente per proteggere l’identità e la riservatezza del vero proprietario”.

I documenti trafugati rivelano anche che Sigmundur Gunnlaugsson, primo ministro islandese, e sua moglie acquistarono la società offshore Wintris nel 2007.
Egli non dichiarò di avere interessi nella compagnia al momento della sua entrata in parlamento, nel 2009. Vendette il suo 50% di Wintris alla moglie per un dollaro, otto mesi più tardi.
La società offshore è stata usata per investire milioni di dollari di beni ereditari, come risulta da un documento firmato dalla moglie di Gunnlausson, Anna Sigurlaug Palsdottir,  nel 2015.
Al ministro sono già pervenute richieste di dimissioni, ma Gunnlaugsson afferma di non aver violato alcuna norma e sostiene che sua moglie non ha avuto benefici economici dalle sue decisioni.

I documenti rivelano come Mossak Fonseca abbia aiutato i suoi clienti nel riciclaggio di denaro e nell’evasione fiscale. Sono emerse anche le modalità che usava  nell’offrire ai suoi clienti i servizi finanziari per nascondere i loro capitali.
Ad una facoltosa cliente, Marianna Olszewsky, furono offerti falsi atti di acquisto per nascondere il suo  denaro  ai controlli delle autorità, in aperta violazione delle norme internazionali contro il riciclaggio e l’evasione fiscale.
Una email di un dirigente di Mossack del gennaio 2009 spiega come ingannare la banca: “Potremmo usare una persona fisica che agirebbe come proprietario e beneficiario…. E dare il suo nome alla banca. Essendo questa una materia assai sensibile, le tariffe sono piuttosto alte”.
In una nota, Mossack Fonseca smentisce: “Le accuse secondo cui forniremmo gli strumenti che servirebbero a nascondere l’identità dei veri proprietari, sono completamente infondate e false”.
Nel corso delle ore, però, sono molti altri i nomi illustri che stanno venendo fuori: dal calciatore Lionel Messi, al pilota italiano Jarno Trulli, al presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo.

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