E’ diventato operativo il Sistema pubblico di identità digitale (Spid). Cittadini e imprese hanno quindi la possibilità di chiedere una password unica che sostituisce le migliaia di codici esistenti per entrare subito via web nei servizi pubblici. La prospettiva per il futuro è di estenderla anche ai servizi gestiti da privati, dall’e-commerce ai servizi assicurativi e bancari. Si potrà accedere da pc, da smartphone e tablet.

Dove e come si può richiedere

La domanda per lo Spid si può fare a uno dei tre operatori già accreditati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid): Tim, Poste Italiane e Infocert indicando nome, cognome, data e luogo di nascita, documento d’identità, telefono, indirizzo di posta elettronica e domicilio (codice fiscale o partita Iva, sede legale e ragione sociale se azienda).
Segue una fase di verifica tramite canale tradizionale (esibizione documento e compilazione modulo) o per via telematica (carta d’identità elettronica o firma digitale).
Le credenziali di Spid vengono rilasciate attraverso posta, mail o sms. In questa prima fase saranno attivati solo i primi due livelli di sicurezza e almeno per 24 mesi saranno gratuiti. Inoltre chi ha già una password rilasciata da una Pa (è il caso, ad esempio, del Pin Inps) potrà farsela riconoscere dall’operatore scelto come Spid.

I livelli di riservatezza saranno tre. Per quello base serve solo username e password. Per il secondo passaggio, invece, si aggiunge una password usa e getta.
Per il terzo (al momento non ancora disponibile) sarà necessaria anche una smart card con chip.
Quest’ultimo livello sarà destinato a professionisti e operazioni complesse, come per esempio il trasferimento fondi o lo scambio di dati sensibili.

A cosa serve

L’accesso allo Spid consente di sfruttare da subito 300 servizi di Inps, Inail e delle Regioni Emilia Romagna e Toscana. Il numero raddoppierà arrivando a 600 a giugno: si aggiungeranno, tra gli altri, l’agenzia delle Entrate, i comuni di Venezia e Firenze e altre Regioni. In questo modo, man mano che i servizi saranno estesi, diventerà possibile:

  • pagare la colf
  • iscrivere il bambino all’asilo nido
  • saldare l’Imu o la Tari e la Tasi
  • cambiare la residenza
  • ritirare i referti medici
  • riscattare la laurea
  • richiedere inventivi d’impresa.

Con l’avvento dello Spid, come ha tenuto a precisare il Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ci sarà l’addio a file e faldoni, non più mille password e chiavi di accesso e per l’utente, si spera, non più il peregrinare da uno sportello all’altro: «Basta con le due effe dell’amministrazione pubblica, basta file e faldoni. Con SPID lavoriamo per una Repubblica matura, perché migliaia di amministrazioni non si muovano più come isole ma come un corpo unitario che da servizi ai cittadini, che risponde ai loro bisogni e non scarichi responsabilità di servizi inefficienti” ed aggiunge “ renderà il Paese più semplice, è pensato anche per restituire più tempo alle persone, è un progetto che coniuga l’evoluzione tecnologica alla parola diritti».

Quanto costa Spid

È gratis per i primi due anni, eccetto per alcune modalità di ottenimento (come il riconoscimento via web di Infocert o, in futuro, via postini a domicilio con Poste).
I fornitori non hanno ancora deciso se faranno pagare ai cittadini Spid dopo i due anni.  Ciò che è certo è che proveranno a evitarlo, facendosela pagare solo dalle aziende.

About The Author

Giornalista pubblicista e addetta stampa, attualmente lavora alla Regione Lazio in assessorato al Bilancio, Demanio e Patrimonio. Si occupa di comunicazione istituzionale dal 2006: ha lavorato nell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari regionali, occupandosi di dossier e report, e al Ministero dello Sviluppo Economico, curando la comunicazione del programma europeo Poi Energia. E’ appassionata di fotografia e di viaggio, ha realizzato reportage con il marito, fotoreporter.

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