Secondo quanto disposto dall’art. 2423 del codice civile, il bilancio di esercizio (insieme di documenti contabili che un’impresa è obbligata dalla legge a pubblicare) è composto da:

  • Il Conto Economico;
  • Lo Stato Patrimoniale;
  • Il Rendiconto Finanziario;
  • La Nota Integrativa.

A questi vengono spesso affiancati anche altri documenti secondari come la Relazione sulla Gestione (redatta dagli amministratori) e la Relazione del Collegio Sindacale (nel caso in cui quest’organo esista).

Deve essere redatto con cadenza annuale, ma le scadenze ed i periodi di riferimento variano in base al tipo di azienda (pubblica o privata) ed alle normative in vigore alle quali l’impresa di riferimento deve sottostare. Tipicamente si riferisce al periodo che va dal primo dell’anno al 31 dicembre (anno civile). È quindi solitamente pubblicato a marzo dell’anno successivo (il redigere il bilancio, specialmente per le grandi imprese, è un’attività che può richiedere anche diversi mesi).

Andiamo ora a descrivere brevemente i quattro documenti principali prima di evidenziarne le logiche di fondo che li caratterizzano e le interconnessioni tra queste.

Il Conto Economico

Il Conto Economico serve ad evidenziare il risultato economico della gestione ottenuto sottraendo i vari costi dalla totalità dei ricavi. Potrà essere quindi evidenziare un utile od una perdita.

Esistono diversi modi di rappresentazione del Conto Economico. Partendo sempre dai ricavi totali, i costi vengono aggregati in maniera differente per dare vita e poter così analizzare margini differenti. Abbiamo così la riclassificazione al Costo del Venduto, per Tipologia di Costo (distinguendo tra costi fissi e variabili) ed altre ancora. Comunque, ogni analista e redattore, se non ha rigide norme da rispettare, gode di buona discrezionalità nella stesura.

Lo Stato Patrimoniale

Lo Stato Patrimoniale non è altro che una fotografia del patrimonio totale dell’azienda. È diviso in due parti: Attività (correnti e non correnti) e Passività (correnti, non correnti e Patrimonio Netto). Il Patrimonio Netto non è il capitale sociale versato dai soci al momento della costituzione dell’azienda più utile/perdita d’esercizio e riserve varie (avremo queste ultime voci con riferimento solo agli anni successivi al primo).

Il totale attivo per regola contabile deve essere uguale al totale passivo seguendo la formula:

TA = TP + PN

Il Rendiconto Finanziario

Il Rendiconto Finanziario espone i flussi di cassa che hanno attraversato l’azienda nell’anno. Banalmente, la liquidità in entrata ed in uscita. È diviso in 3 parti in base al tipo di liquidità (da attività operative, di investimento e di finanziamento) e permette il calcolo di altri aggregati molto importanti da un punto di vista finanziario per analisti ed investitori come il Free Cash Flow to Firm ed il Free Cash Flow to Equity.

Bisogna prestare particolare attenzione: l’indebitamento risulterà positivo nel Rendiconto poiché genererà flussi di cassa in entrata (analogo discorso per costi come accantonamenti ed ammortamenti che non implicano una fuoriuscita di denaro). Al contrario, attività di investimento risulteranno negative.

La Nota Integrativa

La Nota Integrativa ha l’unico scopo di fornire ulteriori spiegazioni rispetto a quelle desumibili dai precedenti documenti. Non è perciò centrale e non riporta numeri al lettore, ma non è per questo da sottovalutare.

La logica di fondo

Il Conto Economico, lo Stato Patrimoniale ed il Rendiconto Finanziario sono elementi rispecchianti 3 logiche differenti ma interconnesse e devono perciò essere analizzati contemporaneamente.

Utilizzeremo un esempio per rendere al meglio l’idea. Supponiamo che l’azienda X vende nell’anno corrente prodotti per 1000€. Il cliente però paga nell’immediato solamente 700€. X ha così ottenuto un flusso di cassa in entrata pari a 700 euro e può vantare verso il cliente un credito di 300€. Si capisce bene già da qui l’importanza dei documenti: l’azienda ha incassato solo 700 euro, e perciò non potrà sostenere o coprire tramite mezzi propri ulteriori costi fino al valore di 1000€! Negli anni passati, prima che il Rendiconto Finanziario diventasse obbligatorio per legge, sono stati numerosi i casi di aziende fallite proprio per l’incapacità di interpretazione od a causa della totale assenza dell’analisi dei flussi di cassa.

Infine, per imputare correttamente questi valori nei documenti di bilancio dovremo segnare nel Conto Economico un ricavo (logica economica) di 1000€, nello Stato Patrimoniale un credito di 300€ (logica patrimoniale) e nel Rendiconto Finanziario un’entrata di 700€ (logica finanziaria).

Banalmente: 1000 = 700 + 300. Quest’equazione rappresenta il Metodo della Partita Doppia, approccio contabile da seguire nella redazione del bilancio d’esercizio.

 

Nota: descrizioni di argomenti e concetti qui appena citati (nonché approfondimenti sui vari documenti di bilancio e metodologie d’analisi) saranno fornite in articoli successivi.

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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