L’esecutivo Renzi è pronto a presentare la nuova manovra per la riduzione del cuneo fiscale, ancora uno tra i più alti in europa. Il piano sarà proposto al Consiglio europeo del 17 marzo dopo essere passato per l’approvazione dei vertici del Pse (partito dei socialisti europei).Si parla di una riduzione di 6 punti sul cuneo fiscale attuale. In ogni caso, l’attuazione del piano è subordinato al raggiungimento del 3% del rapporto deficit/Pil. In seguito, è prevista una manovra di taglio alle pensioni.

Cosa cambierà

Secondo il viceministro dell’Economia Enrico Morando, il taglio dell’Irpef sarà per il 2018, mentre l’Ires calerà di 4 punti già nel gennaio 2017. Il piano porterà uno sgravo fiscale di 6 punti sui tasse-fisco-2013lavoratori neoassunti e di 3 punti sugli stipendiati a tempo indeterminato. Taglio che, a differenza di molti altri, sarà definitivo e non temporaneo.

Se si facesse un calcolo su uno stipendio da 30 mila euro annuali, l’alleggerimento del cuneo fiscale comporterebbe un guadagno di circa 1800 euro, di cui la metà sarà destinata o alla pensione o alla busta paga, ma in quest’ultimo caso il quantitativo verrebbe tassato come parte dello stipendio.

L’operazione rimane in linea con l’intenzione del governo di una diminuzione strutturale del cuneo fiscale che grava oggi sui cittadini italiani, piano già iniziato quest’anno con la rimozione della Tasi, ovverosia la Tassa sui Servizi indivisibili, della Imu per i terreni agricoli e dei maxi-ammortamenti. La strada resta ancora lunga prima di poter cominciare a riscontrare effettivi benefici per i cittadini derivanti da questo sgravio fiscale.

 

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Da sempre appassionato di economia, la studia con passione approfondendo gli aspetti legati ai mercati finanziari. Nella vita quotidiana pratica pallanuoto a livello agonistico e fa parte del gruppo scout con il quale partecipa attivamente alla realtà del territorio.

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