Il voto britannico sulla permanenza o meno nell’Unione Europea è ancora lontano di mesi, ma la sterlina ne risente.

Gli investitori temono le conseguenze di una possibile crisi dell’economia che faccia seguito alla decisione di lasciare l’Unione, possibilità che si è delineata  dopo la dichiarazione, da parte del sindaco di Londra, di voler sostenere la campagna del cosiddetto Brexit.

Oggi la sterlina ha perso rispetto a tutte le più importanti valute. E’ scesa del 2% rispetto al dollaro a arrivando a 1,41, il prezzo più basso dai primi mesi del 2009. La valuta anglosassone, inoltre, è in ribasso dell’ 1,3% anche rispetto all’euro.

Vedremo verosimilmente ulteriori cadute della sterlina, prima del vero e proprio voto, poiché il dibattito è violento e l’incertezza mina la fiducia della gente”, ha dichiarato Kit Juckes, stratega della Societe generale (SCGLF). La sua banca stima il rischio di Brexit al 45%.

La notizia di domenica, secondo cui il sindaco di Londra Boris Johnson darà il suo appoggio alla campagna per il Brexit, ha spinto la principale agenzia di scommesse londinese, Ladbrokes (LDBKY) a tagliare da 15/8 a 2/1 le quote sull’abbandono dell’Unione da parte dell’UK.

La Gran Bretagna voterà il 23 giugno se rimanere nell’Unione. I sondaggi mostrano come la seconda più importante economia europea sia profondamente divisa sul da farsi, con una larga fascia di votanti ancora indecisi.

Per quanto riguarda il mercato, il più credibile barometro di incertezza è la valuta e crediamo ci sia la notevole possibilità che la sterlina subisca ulteriori cadute nelle more del voto” ha scritto  in una nota l’economista della UBS David Tinsley.

Molte delle grandi banche si sono espresse in favore della permanenza dell’UK in Europa. La preoccupazione è l’impatto che il Brexit avrebbe sulle contrattazioni, gli investimenti ed i servizi finanziari.

Oggi Moody’s ha avvertito che, in caso di Brexit, potrebbe downgradare il credito britannico.

I costi economici di una eventuale decisione di lasciare l’EU sarebbero di gran lunga superiori ai benefici”, ha detto Kathrin Muehlbronner, vicepresidente all’agenzia di rating. Porterebbe verosimilmente ad un prolungato periodo di incertezza, che avrebbe conseguenze negative sugli investimenti”.

 

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