La stampa iraniana ha riferito che l’inviato iraniano dell’Opec ha definito “illogico”, per il Paese, aderire all’accordo sul congelamento della produzione raggiunto martedì scorso dalla delegazione guidata dalla Russia e dall’Arabia Saudita.

Mehdi Asali, citato dal quotidiano iraniano Sharg, ha detto che l’Iran continuerà ad aumentare la sua produzione fino a raggiungere il livello del periodo pre-sanzioni.

Oggi il ministro venezuelano per il petrolio avrà a Tehran una serie di colloqui, nel tentativo di raggiungere un accordo con Iran e Iraq, ma nel frattempo l’Iran ha appena fatto ripartire le esportazioni di petrolio, dopo la fine delle sanzioni.

L’iniziativa dei quattro Paesi, inclusi il Venezuela ed il Qatar, è la prima nel suo genere negli ultimi 15 anni.

E’ volta a sostenere il prezzo del petrolio, che sono precipitati del 70% dal picco record di 116 dollari al barile raggiunto nel giugno 2014, a causa della sovrapproduzione e del concomitante rallentamento dell’economia globale. Il piano però, non convince il mercato del petrolio.

Il “congelamento” della produzione ai livelli di gennaio significa semplicemente permettere ai produttori di continuare le estrazioni a livelli record.

Dopo i ribassi di martedì e della prima parte di oggi, il prezzo del Brent è risalito del 3% a 33,10 dollari al barile e il greggio USA ha chiuso in rialzo a 29,78 dollari al barile.

La FGE, che analizza l’energia internazionale, ha affermato che l’iniziativa di congelamento della produzione ai livelli di gennaio porterà insignificanti conseguenze sull’equilibrio tra domanda e offerta e non sarà sufficiente a risolvere la questione del surplus di 600.000 barili al giorno, previsto per quest’anno.

Il ministro iracheno per il petrolio è favorevole ad un congelamento della produzione, qualora gli altri produttori si mostrino d’accordo.

Ma il rappresentante iraniano Asali ha dichiarato allo Shargh: “Chiedere all’Iran di congelare la sua produzione di petrolio è irragionevole. Quando l’Iran era sotto sanzioni, alcuni Stati la hanno incrementata, causando la caduta dei prezzi. Come fanno, adesso, ad aspettarsi che l’Iran collabori, pagandone le conseguenze? Appena prima della fine delle sanzioni, l’Iran produceva 2,8 milioni di barili al giorno e vi era l’intenzione di aumentarne la quantità a 4 milioni di barili al giorno nei tre mesi successivi alla fine delle sanzioni. Penso che questo sia un dato eccessivo,ma è pur vero che un qualsiasi aumento della produzione rappresenterà comunque un problema in termini di sovrascorte”.

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