In un precedente articolo abbiamo già abbondantemente illustrato, sia teoricamente che graficamente che algebricamente, tutte le caratteristiche del famoso Capital Asset Pricing Model. Quest’articolo è un ulteriore approfondimento che presenta il modello di Sharpe riadattato per affrontare un contesto internazionale.

L’International Capital Asset Pricing Model (ICAPM)

La prima considerazione da fare riguarda la valuta ed i mercati finanziari: nel classico CAPM si tiene in considerazione una sola moneta ed un unico mercato finanziario, nell’ICAPM invece ambo le caratteristiche sono ampliate numericamente.

Ne consegue che l’International Capital Asset Pricing Model è il modello rilevante e di riferimento per le aziende multinazionali poiché queste hanno la capacità e la possibilità di investire in un più ampio range di mercati e di valute. Hanno quindi una maggiore abilità di diversificare.

Considerazioni sui dati

Il risk-free-rate (rfr) da considerare in questa nuova ottica è quindi quello relativo alla valuta nella quale i ritorni aziendali sono globalmente misurati (banalmente: se l’azienda redige i bilanci della holding in dollari, il rfr sarà preso dalla realtà americana).

Come ritorni del mercato (rm), invece che i classici FTSE indici, etc.., vengono presi in considerazioni indici globali. È possibile perciò utilizzare o un indice mondiale, se la multinazionale opera più o meno in ogni nazione (ad esempio la tedesca Deutsche Post DHL che offre servizi di logistica in più di 150 nazioni nel mondo), oppure un indice regionale macro (si pensi all’Eurostoxx 600 America, o Europa, o Asia, comprendente le 600 aziende a capitalizzazione più alta d’America, Europa o Asia rispettivamente, oppure si pensi all’Eurostoxx 1800 comprendente i tre indici su citati ed quindi escludente la realtà africana).

Di conseguenza l’equazione sulla quale si base il classico CAPM si trasforma in:

Kej = RFRw + (Rwm – RFRw) * βw

Dove:

Kej indica il rendimento richiesto in base al rischio da correre per investire nell’equity della società j (o nel business di riferimento).

RFRw rappresenta il nuovo rfr considerato nella valuta di riferimento, come su esposto.

Rwm è una misura indicativa del rendimento atteso dall’indice globale di mercato selezionato.

L’operatore tra parentesi rispecchia il risk premium (o “premio per il rischio” richiesto, in questo framework, per affrontare i mercati mondiali).

Infine, il βw inteso come coefficiente di rischio sistemico calcolato come covarianza tra i rendimenti della società/business j e quelli di mercato divisi per la varianza dei rendimenti del mercato globale.

 

Nota. Una considerazione finale rimane particolarmente rilevante. Nell’International Capital Asset Pricing Model, il contesto di riferimento è appunto internazionale. Poiché quindi la multinazionale in analisi ha la possibilità di raggiungere mercati geograficamente e con caratteristiche differenti, anche il costo del capitale può variare significativamente (sia in termini di costo del capitale di rischio che del capitale di debito, considerando specialmente che quest’ultimo può variare significativamente da nazione a nazione).

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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