Dopo aver analizzato i modi in cui si può creare conoscenza, intesa come driver primario stimolante il processo innovativo, abbiamo deciso di fornirvi un insight ancora più approfondito e dettaglio sul medesimo concetto.

Definizione

La conoscenza è definita come la consapevolezza ed il possesso di informazioni, fatti, idee, verità e principi in un’area di competenza.

Seguendo poi la definizione di Nonaka e Takeuchi (1995), possiamo poi distinguere tra conoscenza tacita (o implicita), intesa come modelli mentali, esperienze, storie, risultati e capacità risiedenti nella mente dell’individuo, e conoscenza esplicita, riguardante i modelli formali, i processi, le regole e le procedure che possono essere comunicati esternamente.

La conclusione è che le impressioni personali devono essere convertite in conoscenza esplicita e condivise con gli altri per essere fruttifere.

È a questo punto che entra in gioco la gestione della conoscenza (concetto correlato a quello di capitale intellettuale), definita semplicemente come “fare ciò che è necessario per tirar fuori il massimo dalle nostre risorse di conoscenza”. Si focalizza quindi sull’organizzazione ed il rendere disponibile la conoscenza ovunque ed in qualsiasi momento sia necessario. La seguente immagine può essere particolarmente d’aiuto per captare le interrelazioni tra conoscenza implicita, esplicita ed il più generale concetto di gestione della conoscenza.

Conoscenza tacita ed esplicita

Studi di mercato

Come delineato nell’immagine sottostante, la conoscenza, intesa nella pratica (in questo caso) come applicazioni di gestione della conoscenza, secondo uno studio del 1998, tocca indistintamente tutte le funzioni aziendali più importanti.

divisione conoscenza

Tenendo ben saldo in mente l’assunzione di base dell’articolo (la conoscenza è il driver principale stimolante l’innovazione), si può quindi riscontrare che la maggior parte di queste sono utilizzate in area produzione (cosa che comunque permette l’implementazione di processi di innovazione incrementale), seguite immediatamente dall’attività di sviluppo del prodotto (potenziale innovazione radicale). Quote rilevanti spettano anche all’area servizio al cliente e pianificazione strategica.

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

Leave a Reply

Your email address will not be published.