Nella notte di mercoledì 10, il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo “decreto banche“. Per il presidente del consiglio Matteo Renzi, questa non è “una misura risolutiva ma è un ulteriore tassello di consolidamento del mosaico del sistema bancario“. Secondo una nota proveniente da Palazzo Chigi «Il pacchetto di misure si inserisce nel disegno di ristrutturazione del sistema bancario italiano con l’obiettivo di rafforzarlo, renderlo più resistente agli shock, mettere gli istituti nelle condizioni di finanziare adeguatamente l’economia reale e quindi favorire la crescita e l’occupazione».
La riforma porterà cambiamenti nella gestione delle Bcc, sulle tutele sui crediti deteriorati e sulle agevolazioni sulle vendite giudiziarie. Non è ancora stata incluso alcun provvedimento per quanto riguarda i risparmiatori delle banche fallite di recente (come Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara), anche se si aspettano provvedimenti a breve.

Una Holding per le Bcc

Le norme previste dal decreto obbligano l’accorpamento delle Bcc in un unico ente bancario cooperativo gestito da una holding con un capitale non inferiore al miliardo di euro. Avranno la facoltà di non aderire al gruppo cooperativo quelle banche che presentano i requisiti minimi per il “sostentamento”, ovvero devono possedere almeno 200 milioni di riserva. Tali banche dovranno inoltre corrispondere all’erario il 20% del valore della loro riserva. Inoltre le banche cooperative che decideranno di non aderire al grande gruppo, dovranno necessariamente completare la loro trasformazione da Bcc a Spa. Secondo il ministro dell’Economia Gian Carlo  Padoan, le banche che potrebbero ipoteticamente svincolarsi dalla grande holding sono una decina, veramente poche se si pensa che le Bcc in Italia sono 317.

Sofferenze e crisi aziendali

Per riuscire ad arginare il gravoso problema delle sofferenze, il cdm ha approvato un disegno di legge delega per favorire l’accesso delle imprese in crisi al credito. Alla base di questo decreto c’è un effetto domino: le imprese in difficoltà che non possono accedere al credito contraggono più facilmente obbligazioni, svalutando così i creditori e quindi altre imprese. Intervenire tempestivamente fornendo l’accesso al credito permette la salvaguardia del sistema economico, oltre ad agevolare nuove occupazioni e salvare posti di lavoro.

Severamente norme europee

Se da una parte si allenta la presa, dall’altra si usa il pugno duro. Nel “decreto banche” è stato incluso un decreto legislativo che prevede l’attuazione delle norme europee riguardo le frodi e le evasioni fiscali attraverso l’uso del reverse change, l’inversione del contabile. Il reverse change sarà applicabile non appena verrà rilevata una grossa frode su massicce transazioni commerciali.

Altra attuazione delle norme europee è quella riguardante le tutele dei depositi. Il limite di rimborso è stato alzato ad un massimale di 100mila euro.

 

 

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Da sempre appassionato di economia, la studia con passione approfondendo gli aspetti legati ai mercati finanziari. Nella vita quotidiana pratica pallanuoto a livello agonistico e fa parte del gruppo scout con il quale partecipa attivamente alla realtà del territorio.

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