Esonero contributivo anche per il collaboratore stabilizzato. La circolare 3/2016 del ministero del Lavoro chiarisce alcuni punti sulle collaborazioni coordinate e continuative dopo che il codice dei contratti (decreto legislativo 81/2015, “costola” del Jobs Act) ha abrogato le disposizioni sul contratto a progetto.

La circolare, in particolare, sgombra il campo a qualsiasi dubbio sul fatto che l’esonero contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2016 vada applicato anche alle collaborazioni che vengono stabilizzate.
La possibilità di stabilizzazione delle collaborazioni con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza primo gennaio 2016 è già contenuta nel nuovo codice dei contratti.

Serve in ogni caso un accordo tra le parti con cui il lavoratore deve rinunciare a ogni pretesa riguardo al precedente rapporto di collaborazione.
Una volta sottoscritto l’accordo, il datore può assumere il lavoratore con un contratto subordinato a tempo indeterminato e a beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla legge di Stabilità 2016.

Considerando che l’esonero contributivo era già disponibile per le assunzioni effettuate lo scorso anno e aveva durata triennale, ci si era posto il dubbio, con la Stabilità 2016, se l’agevolazione fosse cumulabile con la stabilizzazione.
Questo dubbio è stato chiarito dalla circolare del Ministero.

Per i collaboratori stabilizzati come subordinati, il codice dei contratti impone al datore di lavoro l’onere di mantenerli in servizio per almeno un anno.
Trascorso questo periodo, fatte salve le ipotesi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo (e anche le dimissioni), il datore di lavoro beneficia dell’estinzione degli illeciti amministrativi, fiscali e contributivi connessi al rapporto di lavoro irregolare.

La procedura, che può essere attivata anche in relazione a rapporti di collaborazione già esauriti, prevede infatti due condizioni:

  1. i lavoratori interessati alle assunzioni sottoscrivano, con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro, atti di conciliazione in una delle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile, o avanti alle Commissioni di certificazione;
  2. nei 12 mesi successivi alle assunzioni, i datori di lavoro non recedano dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo.

L’adesione alla procedura, testuali parole, “comporta l’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro, fatti salvi gli illeciti accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente alla assunzione“.
In altri termini, qualora la procedura di stabilizzazione venga avviata successivamente all’accesso ispettivo e quindi all’inizio dell’accertamento, non si potrà beneficiare della estinzione degli illeciti che verranno eventualmente accertati all’esito dell’ispezione.

Gli ispettori del lavoro saranno chiamati a controllare soprattutto altri tipi di collaborazioni, quali quelle coordinate e continuative a carattere personale in base all’articolo 409 del codice di procedura civile, che rimangono, con qualche modifica, ancora pienamente in vigore.
Il codice dei contratti ha introdotto una presunzione di non genuinità delle co.co.co per le prestazioni a carattere personale e continuative etero-organizzate dal datore di lavoro in relazione ai tempi e ai luoghi di lavoro.

Tutte le volte in cui la prestazione viene resa all’interno dei locali del committente dove questi ha una propria organizzazione datoriale e il collaboratore deve rispettare determinati orari di lavoro, le presunzioni legali per una riqualificazione del rapporto, recita la circolare, s’intendono avverate.
In questo caso gli ispettori ricondurranno il rapporto di collaborazione nell’alveo del lavoro subordinato, applicando le sanzioni amministrative e recuperando le differenze contributive e retributive.

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Giornalista pubblicista e addetta stampa, attualmente lavora alla Regione Lazio in assessorato al Bilancio, Demanio e Patrimonio. Si occupa di comunicazione istituzionale dal 2006: ha lavorato nell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari regionali, occupandosi di dossier e report, e al Ministero dello Sviluppo Economico, curando la comunicazione del programma europeo Poi Energia. E’ appassionata di fotografia e di viaggio, ha realizzato reportage con il marito, fotoreporter.

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