Abbiamo iniziato questa overview sui nuovi businesses (con focalizzazione sulle ventures cioè quelle star-ups operanti in settori tecnologici e ad alta innovazione) presentando il dilemma del finanziamento, per poi passare ad analizzare le caratteristiche dei vari possibili finanziatori. Per concludere il nostro percorso, preme ora esporre quando, durante il ciclo di vita di una start-up, i vari finanziatori iniziano a giocare un ruolo centrale.

Ciclo di vita e finanziatori

Le fasi del ciclo di vita

Il ciclo di vita di un’azienda è divisibile nelle seguenti 5 fasi: start-up, development, expansion, maturity e decline phase. Una veloce occhiata al grafico sottostante (prestando attenzione alla sola linea sales) e la semplicità dei nomi, ci permettono subito di capire il significato di ogni fase (attenzione però: il volume delle vendite non è esplicativo della quota di mercato!).

Firm life cycle

Rilevanti sono anche la linea dei profitti e dei flussi di cassa che ovviamente all’inizio del ciclo di vita saranno ambo negative (per giustificare gli investimenti) per poi diventare positive nella fase di espansione del business, con la linea dei cash flows affetta da un maggior grado di volatilità.

L’ingresso dei finanziatori

Come visibile dall’immagine, i primi a sostenere il nuovo business saranno i Business Angels ed i Business Incubators. Nel momento in cui il business dovesse iniziare a prendere forma ed a presentare delle prospettive di crescita futura, anche i Venture Capitalists entreranno in azione fornendo capitale e spesso anche know-how. Sappiamo che il “venture capital” è anche il nome di una delle attività (ad alto rischio!) della gestione della ricchezza privata (Private Equity). Se ne deduce che, dopo l’ingresso dei venture capitalists (investitori con profilo di rischio più alto, o risk takers), arriva il turno dei fondi di private equity.

In finale, una volta che il business è maturo e la posizione dell’azienda nel mercato è stabile, Merchant Banks possono intervenire con attività di consulenza ed a supporto di una potenziale IPO. Nel caso in cui la fine del business dovesse avvicinarsi (“fase di declino”), Governamental Agencies possono attuare politiche volte al sostenimento dell’azienda innescando la cosiddetta revitalization phase.

Ulteriori dettagli per l’investimento

Per fini di completezza vogliamo presentarvi nel dettaglio tutte le fasi di investimento in un’azienda. Queste possono essere ricondotte a tre macro categorie: early-stage financing, expansion (or development) financing e change financing.

Early-Stage Financing

In questa prima categoria abbiamo 3 fasi.

  • Seed financing: finanziamento dell’idea di business (è richiesto un basso ammontare di capitale utile per l’avvio di ricerche di mercato e per la raccolta delle informazioni necessarie ad avviare il nuovo business)
  • Start-up financing: finanziamento finalizzato all’implementazione della start-up seguendo le linee guida definite nel Business Model
  • I stage financing: in questa fase i finanziamenti sono mirati all’incremento della produttività aziendale (nuovi macchinari, fabbriche, strutture, etc..)

Expansion Financing

Anche qui sono presenti 3 diverse fasi.

  • II stage financing: in questa fase ulteriori risorse vengono fornite per aumentare il livello di efficienza aziendale al fine di incrementare i profitti totali
  • III stage financing: finanziamenti rivolti, in caso in cui sia necessario, all’avvio di operazioni di M&A (fusioni ed acquisizioni)
  • IV stage financing: questo tipo di finanziamento è diretto al supporto dell’azienda nel caso in cui dovesse decidere di diventare “pubblica” (di quotarsi cioè su un mercato finanziario tramite IPO)

Change Financing

In questa macro categoria rientrano 4 tipi diversi di finanziamento che sono volti alla riallocazione della proprietà (ed a volte anche del management) nell’azienda.

  • Replacement capital: momento in cui i piccoli azionisti vendono le loro quote di minoranza e la proprietà si riorganizza
  • Buy-out: qui si presentano diverse fattispecie. Management Buy-out (MBO: l’azienda riceve finanziamenti esterni ma i manager rimangono interni), Management Buy-in (MBI: l’azienda riceve finanziamenti esterni ed anche i manager preposti arrivano dall’esterno), Buy-in-Management-Buy-out (BIMBO: compresenza di manager interni ed esterni), Employee (o Worker)-Buy-out (EBO: i dipendenti dell’azienda prendono il controllo, autogestendosi)
  • Delisting: l’azienda decide di riacquistare tutte le proprie azioni e di non essere ulteriorimente quotata sui mercati finanziari
  • Turnaround financing: quest’ultimo tipo di finanziamento di verifica in caso di crisi aziendale, quando c’è necessità di un cambiamento sia nella struttura proprietaria che in quella manageriale.

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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