Con l’espressione Break Even Point (in italiano “punto di pareggio”) si indica, graficamente, il punto in cui i nostri ricavi (in base al prezzo ed alla quantità di output che vendiamo) riescono a coprire i costi. In quest’articolo vi illustreremo come costruire un grafico BEP ed evidenzieremo l’area che rappresenta la quota di profitti che stiamo ottenendo.

Considerazioni iniziali

La prima caratteristica da evidenziare è che il Break Even Point è uno strumento che tiene in considerazioni solo grandezze di tipo economico (ricavi, costi e profitti) e non patrimoniali (assets, passività generali, equity) né finanziarie (flussi di cassa in o out).

Ogni azienda quindi, per implementare il suo processo produttivo, dovrà sostenere due tipi di costi: costi fissi e costi variabili. Ecco la rappresentazione grafica.

costi fissi

Come visibile i costi fissi hanno una struttura a scaglioni poiché sono costi che vengono sostenuti solo una tantum. Si pensi alla costruzione di impianti o all’acquisto di macchinari. All’inizio abbiamo solo un impianto con il quale produciamo la quantità di output Q, al tempo t2 acquistiamo un secondo impianto che ci permette di produrre Q*, e via seguitando. Tutto questo in una logica di lungo periodo. Nel modello Break Even Point però, i costi fissi vengono considerati in un’ottica di breve termine (o comunque si fissa un’assunzione per la quale non si sostengono ulteriori costi). Perciò, graficamente, questi saranno rappresentati da una semplice linea orizzontale (un’illustrazione più dettagliata sarà fornita successivamente).

costi variabiliI costi variabili, invece, vengono rappresentati da una linea crescente a testimonianza del fatto che più alto è il livello di output che produciamo, tanto maggiore saranno i costi variabili da sostenere (un esempio sono i costi di acquisto delle materie prime che poi dovranno essere lavorate e trasformate nel prodotto finale).

Costruzione del grafico

È facilmente deducibile che i costi totali sono calcolati come mera somma di costi fissi e variabili, perciò saranno rappresentati dalla sola proiezione della retta dei costi variabili sopra quella dei costi fissi. I ricavi invece, sono evidenziati da una retta crescente che parte dall’origine (situazione di non-produzione e quindi zero ricavi) e che ha un’inclinazione maggiore rispetto alla retta dei CV (poiché la medesima quantità di output sarà venduta sul mercato ad un prezzo superiore rispetto al costo sostenuto). Seguendo le su esposte logiche, il modello risulterà come nell’immagine seguente.

Qeq rappresenta la quantità di output che è necessario produrre per far sì che i ricavi riescano almeno a coprire i costi sostenuti. Da quel momento in cui, incremento dopo incremento nella produttività, si inizieranno a vedere i primi profitti (area evidenziata). Ciò poichè l’area sotto la curva CT sarà sempre rappresentativa dei costi; la medesima logica è applicabile ai ricavi. Sapendo che R – CT = Profitto, il Break Event Point ci permette di vedere questa relazione anche graficamente. Allo stesso modo l’area sotto la curva CT e sopra la curva R alla sinistra del BEP sarà rappresentative delle perdite che sosterremmo a quel livello di produzione.

Il Break Even Point può essere utilizzato come modello sia per valutare la produzione attuale che durante previsioni sull’andamento futuro di costi e ricavi.

Un po’ di algebra

Solo per fini di completezza vi presentiamo qualche formula algebrica che potrebbe rendervi il concetto del Break Even Point più familiare.

CV = Pi x Q    (dove Pi = prezzo dell’input necessario per produrre una unità, Q, di output)

CF = X           (tipicamente ai costi fissi è attribuito sempre un valore fisso, ex: 3.000€)

MC = R – CV (Margine di Contribuzione: aggregato intermedio utilizzato in alcune riclassificazione del Conto Economico)

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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