In questo articolo esporremo le varie tipologie di innovazione, ognuna delle quali con le proprie peculiarità, e ci focalizzeremo sul concetto di “conoscenza” inteso come driver fondante del processo innovativo. Infine, le principali metodologie di adozione di un’innovazione saranno presentate.

Tipologie di innovazione

Nella pratica esistono infinite tipologie di innovazione: si pensi allo sviluppo di un nuovo prodotto o alla realizzazione di nuovi macchinari con potenzialità in termini di produttività o velocità maggiorate.

Nonostante quindi numerose singole fattispecie, queste possono essere tutte ricondotte a due macro categorie: l’innovazione incrementale e l’innovazione radicale.

Innovazione incrementale: “Riparare il vecchio”

Questo tipo di innovazioni si sostanziano nel miglioramento di beni o processi già esistenti. Si pensi all’idea di modificare in un determinato modo il cruscotto di un’auto per poterci inserire anche un navigatore od all’idea di modificare un impianto produttivo per incrementare del 10% la quantità di output.

Innovazione radicale: “Creare il nuovo”

Questa seconda categoria racchiude tutte le innovazioni che sviluppano nuovi beni o processi. Si riportano alcuni esempi: l’invenzione del telefono (1861), della televisione (1929), del computer (1946) o del cellulare (1992).

Comparazione

Abbiamo preferito, una volta fornite le relative definizioni, proporvi una comparazione delle due categorie. Qui di seguito vi abbiamo schematizzato le principali caratteristiche.

Innovazione Incrementale: Innovazione Radicale:
Produce piccoli cambiamenti Produce grandi cambiamenti
Graduale incremento dei profitti Influenza fortemente le dinamiche dei profitti
Implica un basso grado di rischio Implica un alto livello di rischio
Permette la stabilità della struttura organizzativa Causa spesso instabilità nella struttura organizzativa
Non richiede particolari nuove risorse e competenze Richiede nuove risorse e competenze

 

Un approfondimento riguardante poi le più importanti caratteristiche di un’innovazione è rinvenibile qui.

Creazione di conoscenza

Sia le innovazioni incrementali che radicali, richiedono lo sfruttamento di nuova conoscenza e l’uso di quella già acquisita (know-how). Obiettivo primario è quindi incentivare la creazione di conoscenza, intesa come primo driver stimolante l’innovazione. A tal fine, esistono 4 metodologie differenti. Andiamo a vederle nel dettaglio.

Esperienze sul campo che producono nuovi flussi di conoscenza

Learning by doing

Con il termine learning by doing si indica il miglioramento di prodotti, servizi e processi sulla base della costante acquisizione di esperienza, ottenuta attraverso la pratica. Banalmente: “sbagliando si impara”. Ne consegue che può essere stimolo primario principalmente per la sola innovazione incrementale.

Learning by using

Con il termine learning by using si indica il miglioramento di prodotti, servizi e processi grazie alla capacità di comprendere i fabbisogni dei clienti. È un approccio orientato al mercato poiché il suo focus è sulla user experience. L’azienda quindi perfeziona la sua produzione per adattarla alla creazione di benefici per il consumatore finale. Anche il learning by using stimola principalmente l’innovazione incrementale, ma, seppur di rado, può essere un buon incipit anche per quella radicale.

Comparazione Learning by doing e Learning by using

Learning by Doing

Learning by Using

Punti di Forza

Bassi costi d’innvoazione

Stabilità della struttura organizzativa

Alta efficienza

Dinamismo

Più alta propensità ad affrontare cambiamenti esterni

Alta soddisfazione del cliente (possibile prezzo più alto)

Punti di Debolezza

Rigidità verso l’innovazione radicale

Difficoltà ad affrontare cambiamenti esterni

 

Alti costi d’innovazione

Alta complessità della struttura organizzativa

Rischio di inefficienza interna

Come si può notare, i punti di forza dell’una sono le debolezze dell’altra, e viceversa.

Nuovi investimenti che producono flussi di conoscenza

Investimenti in R&D

È la metodologia tipica per stimolare i processi innovativi. Si parte da un’idea di ricerca per perseguire la quale alcuni fondi vengono stanziati. La funzione aziendale di Ricerca e Sviluppo (R&D) avrà poi il compito di implementare la ricerca e presentare un’innovazione.

Questa metodologia è coerente sia con l’innovazione incrementale che con quella radicale.

La sua importanza non è da sottovalutare, specialmente in alcuni settori (come il farmaceutico) dove gli investimenti in R&D sono asset tipici poiché la competizione è basata principalmente sulla sola ricerca di nuovi prodotti. Ciò quindi richiede un alto livello di costi fissi.

Acquisizione di conoscenza esterna

In alcuni settori, il bisogno di innovazione è basso e sorge solo in particolari circostanze. Questa situazione causa una bassa propensità ad investire in R&D e stimola maggiormente l’acquisto di nuove tecnologie (o più in generale conoscenza) da terze parti, solo nel momento del bisogno.

“Fornitori di conoscenza” tipici possono essere: centri di ricerca pubblici e privati, università e competitori (tra i tanti).

[Ulteriori informazioni più approfondite sul concetto di conoscenza sono qui disponibili]

Adozione di un’innovazione

Per prima cosa bisogna evidenziare che un’innovazione è di successo solo quando incontra il favore dei potenziali utenti. Esistono due principali drivers che stimolano l’adozione di un’innovazione: l’intrinsic value ed il “bandwagon” behavior. Per un approfondimento sul processo pratico di adozione e sui nuovi utilizzatori (categorie, caratteristiche, tempistiche) si rimanda al seguente articolo.

Intrinsic Value

Il grado di adozione dell’innovazione è connesso all’importanza economica della stessa (per esempio: nuovi macchinari che permettono più bassi costi di produzione).

In questo primo caso la motivazione che spinge ad adottare l’innovazione è la massimizzazione del valore. Il comportamento dell’adottante è perciò definito razionale.

Un’innovazione influenza positivamente il valore intrinseco dell’utilizzatore quando determina uno o più dei seguenti vantaggi: costi minori, ricavi maggiori, un più basso rischio tecnologico, un utilizzo più veloce, creazione di nuove sinergie.

La logica dell’intrisic value riguarda principalmente relazioni B2B, dove sia il cliente che il fornitore hanno profonda conoscenza del prodotto, mentre non può essere applicata quando il consumatore non ha la capacità necessaria per valutare autonomamente il nuovo prodotto.

Bandwagon Behavior

Il grado di adozione di un individuo (o azienda) dipende dal comportamento di altri individui (o aziende).

In questo secondo caso la motivazione che spinge ad adottare l’innovazione è il desiderio di essere simili ad altri. Di conseguenza la caratteristica dominante del comportamento dell’adottante è l’’imitazione. Si porta come esempio il caso dei social network: “tutti hanno facebook, anche io voglio facebook” oppure “più gente ha un profilo su facebook, tanto maggiore è il valore che ottengo dal suo utilizzo” (esternalità positive del network o “effetto network”).

Spesso il bandwagon comincia a seguito dell’iniziale scelta di uno o più leaders (grandi aziende, istituzioni pubbliche, personaggi di spicco, etc..) in un determinato contesto. In altri casi, invece, la mera partecipazione al network è motivo più che sufficiente per imitare il comportamento di altri.

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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