Il termine petrolio deriva dal latino petroleum, letteralmente “olio di pietra”. È una commodity da sempre presente in natura ma che solo negli ultimi secoli, grazie al progresso tecnologico e, più precisamente, alle rivoluzioni industriali, ha guadagnato immensa importanza. Attualmente è commercializzato in tutto il mondo tramite il mercato dei futures (si scambia per barile) e l’andamento del suo prezzo influenza enormemente anche le più potenti economie del globo. Il suo prezzo ovviamente è determinato dalle regole base di domanda ed offerta. Ne esistono un’immensa varietà ma, per ragioni di sintesi, in questo articolo, affiancandoli con la rispettiva analisi tecnica di lunghissimo periodo (resa necessaria dai recenti avvenimenti), presenteremo solo le due varietà più conosciute: il Brent ed il WTI. Il primo viene scambiato al London International Petroleum Exchange. Il secondo invece si appoggia al NYMEX (New York Mercantile Exchange, il principale mercato di futures ed opzioni su prodotti energetici al mondo). Come potete ben notare, le principali “basi” sono i due poli finanziari più grandi d’Europa e d’America, rispettivamente. Le specialità Brent e WTI sono definite “light sweet”: light a causa della scarsa densità e sweet per il basso contenuto di solfuri. Seppure il WTI è ritenuto esser più pregiato, il prezzo di entrambi è sempre stato mantenuto da investitori e speculatori più o meno uguale. Più precisamente, nel corso della storia, è stato il Brent ad avere avuto per maggior tempo un valore più alto, trainato dalla forte domanda asiatica che poteva essere soddisfatta a costi di trasporto inferiori.

Andiamo ora a vedere da un punto di vista tecnico l’andamento di entrambi gli strumenti.

BRENT

brent

Come sarà ormai a tutti ben noto, il prezzo del petrolio ha subito un drastico tracollo ormai da un anno a questa parte, che l’ha visto cadere da più di 100$ al barile fino ad un minimo di oggi a poco sotto i 30$. Essendo più che evidente ed abbondantemente confermato il forte trend primario ribassista, abbiamo analizzato lo strumento cercando di capire dove questo possa terminare. Bisogna dire però, ad onor del vero, che non è stato possibile identificare un preciso punto di fine. Sono comunque stati tracciati i livelli di supporto (rilevanti come meno rilevanti) di lunghissimo periodo (assolutamente mai da trascurare!) secondo i quali, una volta infranta la soglia (anche psicologica) dei 30$ a barile, il prezzo dovrebbe velocemente crollare fino ad un nuovo minimo a 27.

L’elemento più importante da tenere in considerazione è che si avrà un segnale di inversione di tendenza solo dopo la rottura sia della trendline verde più a destra nel grafico, che della linea 1 del ventaglio di Fibonacci.

Informazioni più dettagliate ed interessanti invece sono state trovate nel caso del WTI. Si ricorda comunque che avendo ambo gli strumenti un andamento molto correlato e simile, queste seguenti conclusioni potrebbero, sicuramente almeno in parte, valere anche per il caso del Brent.

WTI

WTI

Anche per il WTI i supporti di lunghissimo termine sono stati tracciati. In questo caso però abbiamo aggiunto le Bollinger Bands (BB), l’Advance-Decline Line (ADL) ed il Commodity Channel Index (CCI). Questi indicatori evidenziano una particolarità ciascuno. Andiamo prima a vedere gli indicatori separati.

Il CCI, attualmente a 185 punti circa, è in fase discendente, nonché sotto il livello di -100 (zona di ipervenduto). Abbiamo tracciato nel canale dell’indicatore un livello di minimo assoluto a -240 punti che risale al lontano 1991 e che è stato raggiunto nel corso degli anni numerorisissime volte (alcune delle quali visibili anche nell’immagine sopra), ma che non è mai stato superato. Una prima considerazione quindi potrebbe essere quella di aspettarsi un ulteriore calo fino a che il CCI non raggiunga quota -240.

Considerazione ben più rilevante ed attendibile è l’enorme numero di divergenze che si sono verificate da metà 2011 fino a metà 2014 sul grafico dell’ADL e che già da qualche mese (per divergenze di lungo termine come queste è necessario molto tempo prima che si completino) sono state una delle cause del crollo.

wti BBConcluderei questo articolo con una focalizzazione sulle BB. Come visibile grazie all’immagine di fianco e come già successo precedentemente (si vedano i cerchi rossi), il prezzo del WTI si è da poco appoggiato alla banda inferiore del canale che, a sua volta, si sta aprendo. Quest’apertura ha solo un significato: aumento della volatilità. Ed, all’aumentare della volatilità in forte e definito trend ribassista, in quale direzione potrà mai velocemente dirigersi il prezzo?

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Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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