In questo articolo andremo a spiegare sia il più famoso tra gli indicatori sovrapporti, le Bande di Bollinger (BB), sia un indicatore separato complementare al primo, il Bollinger Percentuale (BP). Entrambi gli strumenti sono stati inventati da John Bollinger ed hanno riscosso un grande successo sia negli anni passati che al giorno d’oggi. Andiamoli a vedere nel dettaglio.

Bande di Bollinger (BB)

Le BB sono rappresentate graficamente da tre linee. Secondo i settaggi di default, prima si tutto si calcola una media mobile semplice a 20 periodi sul prezzo (si tenga sempre in mente che questo indicatore può essere calcolato anche su un altro indicatore). Successivamente si calcola, usando la comune formula statistica, la deviazione standard del prezzo. Quest’ultima, essendo una misura di volatilità, è molto usata anche come indice del rischio di uno strumento finanziario. Una volta ottenuta la deviazione standard, si moltiplica per due ed il risultato si somma al valore della media mobile di oggi (ottenendo così il valore della banda superiore) e poi si sottrare sempre alla media mobile per ottenere il valore della banda inferiore. In questo modo e giorno dopo giorno, il canale di Bollinger viene ad essere disegnato. Dalla descrizione su esposta si deduce che quest’ultimo varia all’aumentare della variazione dei prezzi. Se cioè aumenta la volatilità dello strumento, la deviazione standard cresce ed il canale si allarga. Viceversa nel caso di mercati o strumenti più stabili.

Il signor Bollinger ha poi presentato alcune caratteristiche delle BB da lui stesso osservate:

  • Dopo che le bande si sono strette a causa della diminuzione della volatilità, tipicamente si osservano grandi variazioni di prezzo.
  • Quando i prezzi escono dalle bande, vi rientreranno quanto prima.
  • Se il prezzo disegna un massimo fuori da una banda e poi un secondo interno alla banda (medesimo discorso vale per i minimi), un’inversione del trend è possibile e vicina.
  • Un movimento da una banda all’altra è utile per l’individuazione di target di prezzo.

Utilizzo. Esistono varie metodologie di lettura delle Bande di Bollinger. La classica, deducibile anche dalle considerazioni su esposte, vuole l’apertura di una posizione long nel momento in cui il prezzo del sottostante rimbalza (o esce e poi rientra) dalla banda inferiore e di una posizione short quando il prezzo rimbalza (o esce e poi rientra) dalla banda superiore. Anche la media mobile semplice ha la sua importanza come livello mediano. Se il prezzo la supera la prosecuzione del trend rialzista fino alla banda superiore (potenziale target di prezzo) è auspicabile. Effettivamente, quest’ultima non è altro che la funzione tipica delle medie mobile.

Bollinger Percentuale (BP)

Questo indicatore separato è utilizzato per confrontare l’ampiezza delle BB con il prezzo dello strumento sottostante. L’impostazione di default lo vuole calcolato su 20 periodi, proprio come per le Bande di Bollinger in modo da poterli utilizzare in contemporanea. Il metodo per ottenerlo è simile a quello utilizzato per gli stocastici, con l’unica differenza che, essendo il BP un indicatore sovrapposto, oscilla in un campo infinito e non è quindi costretto tra i valori di 0 e di 100. La lettura di questo indicatore è comunque simile a quella degli oscillatori: valori prossimi alla parte inferiore del campo di oscillazione vengono considerati di ipervenduto, mentre quelli prossimi alla parte superiore di ipercomprato.

Tipicamente (si veda immagine sottostante) il BP evidenzia un canale da 0 a 100 (che però non limita le fluttuazioni dello strumento), punti che rappresentano rispettivamente la banda inferiore e la banda superiore del canale. Se il BP quindi segna un valore pari a 50, significa che il prezzo dello strumento è al 50% (cioè a metà!) del canale disegnato dalle bande, cioè esattamente dove giace anche la media mobile a 20 periodi. Da qui si deduce l’importante funzione che ha la linea mediana (50%) del BP.

L’immagine sottostante è aggiunta per dare al lettore anche un riscontro visivo di quanto esposto nell’articolo.

BB

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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