I principali strumenti di analisi tecnica, prescindendo dall’analisi grafica, possono essere classificati in quattro macro categorie differenti: medie mobili, oscillatori (strumenti derivanti da calcoli matematico-statistici il cui risultato oscilla in un intervallo tipicamente compreso tra 0 e 100), indicatori separati (il campo di oscillazione è potenzialmente infinito) ed indicatori sovrapposti (strumenti che vengono rappresentati sul grafico del prezzo stesso). In questo articolo andremo a presentare le caratteristiche comuni a tutti gli oscillatori e porteremo come esempio il Relative Strength Index (RSI).

Oscillatori

Gli oscillatori sono strumenti di Analisi Tecnica di facile comprensione e perciò particolarmente utilizzati dagli operatori. Si ricordi che tanto più uno strumento è utilizzo, tanto più risulterà attendibile poiché tanto maggiore sarà il numero di investitori che apriranno/chiuderanno posizioni sui vari strumenti sulla base dei segnali ricevuti.

Gli oscillatori devono il loro nome a quella che è la funzione principale che gli spetta: oscillare in un corridoio che ha come pavimento il livello 0 e come tetto il livello 100. Ovviamente il valore 50 risulterà come livello mediano e di secondaria ma comunque rilevante importanza. Il funzionamento tipico di un oscillatore è l’invio di segnali di ipercomprato o ipervenduto (si lascia all’intuizione del lettore la definizione di ambo i termini). Nella prima fattispecie l’oscillatore supera il valore 70 (per alcuni quali l’RSI) o 80 (per altri come gli stocastici), mentre nella seconda scende sotto il valore di 30 (RSI) o 20 (stocastici ed affini). L’apertura di posizioni avviene nel momento in cui lo strumento esce dalle su esposte situazioni.

Ipotizziamo un RSI calcolato sul prezzo di un’azione. Questo supera il valore di 70 e rimane in zona ipercomprato per una settimana. Nel momento in cui l’oscillatore rompe al ribasso il livello 70, l’apertura di una posizione short (o la chiusura di una precedentemente aperta posizione long) è fortemente suggerita.

Andiamo ora a vedere più nel dettaglio il funzionamento dell’RSI.

RSI

L’RSI è un popolarissimo oscillatore introdotto nel 1978 da Welles Wilder. Il nome risulta leggermente ingannevole poiché questo strumento non compara (Relative) la forza di due differenti strumenti, bensì valuta la forza interna di una sola security. Di default l’RSI è calcolato su una lunghezza di 14 periodi (come suggerito da Wilder stesso), ma anche la versione più veloce su 9 e quella più lenta su 25 periodi sono molto popolari. Più avanti la formula sarà illustrata nel dettaglio.

Esistono 5 differenti metodi di utilizzo dell’RSI:

  1. Massimi e minimi. Raggiungimento/superamento dei valori di 70 e 30 (come già spiegato nell’introduzione riguardante gli oscillatori in generale).
  2. Configurazioni grafiche. Spesso figure quali il testa e spalle o triangoli (abbondantemente e dettagliatamente illustrate qui e qui) possono essere disegnate dall’RSI ma non essere visibili nel grafico del prezzo del sottostante.
  3. Failure Swing. Si realizza nel momento in cui l’RSI supera un massimo precedente o scende sotto un minimo precedente.
  4. Supporto e resistenza. Questi livelli, approfonditamente spiegati qui, sono spesso meglio visibili nel grafico dell’oscillatore piuttosto che in quello del sottostante.
  5. Una divergenza si verifica nel momento in cui il prezzo dello strumento disegna massimi crescenti (o minimi decrescenti) mentre l’oscillatore traccia massimi decrescenti (o minimi crescenti).

Da un punto di vista algebrico, l’equazione per il calcolo dell’RSI è la seguente:

RSI = 100 – (100/(1+RS))

dove RS indica la media dei gain divisa per la media dei loss calcolati sugli ultimi 14 periodi. Partendo dal concetto di variazione (differenza tra la chiusura di oggi e la chiusura di ieri) che quindi può essere positiva o negativa, la media dei gain è semplicemente calcolata sommando le variazioni positive (e ponendo uguali a 0 quelle negative) che hanno interessato lo strumento nelle ultime 14 sedute divise non per il loro numero ma per 14. Analogo discorso vale per le variazioni al ribasso nel calcolo della media dei loss (ponendo le positive uguali a 0) con l’unica doverosa ed algebrica precisazione secondo la quale le variazioni negative devono essere considerate in valore assoluto.

Come qualsiasi tipo di oscillatore e di indicatore, può essere calcolato sulla serie storica delle chiusure del prezzo dello strumento finanziario sottostante, come su quella delle aperture o dei massimi o dei minimi. È per giunta anche possibile calcolare una media mobile dell’RSI e studiarli in contemporanea per ottenere nuovi spunti operativi.

Un esempio è riportato nell’immagine sottostante dove l’RSI nella sua forma di default (14 periodi) è calcolato. Al suo grafico è stata inizialmente aggiunta la linea mediana al valore di 50 punti. Sono stati poi disegnati diversi cerchi: i rossi indicanti l’entrata dell’oscillatore nelle zone di ipercomprato ed ipervenduto, i blu riguardanti i rimbalzi dal livello di 50 per enfatizzarne l’importanza. Quest’ultimo infatti può essere spunto di ulteriori (seppur tardivi) spunti operativi o semplicemente conferma di precedenti segnali inviati dall’RSI stesso o da un altro strumento di analisi tecnica.

RSI

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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