I principali strumenti di analisi tecnica, prescindendo dall’analisi grafica, possono essere classificati in quattro macro categorie differenti: medie mobili, oscillatori (strumenti derivanti da calcoli matematico-statistici il cui risultato oscilla in un intervallo tipicamente compreso tra 0 e 100), indicatori separati (il campo di oscillazione è potenzialmente infinito) ed indicatori sovrapposti (strumenti che vengono rappresentati sul grafico del prezzo stesso). In questo articolo andremo a presentare le caratteristiche comuni a tutti gli indicatori separati e porteremo come esempio il Moving Average Convergence/Divergence (MACD).

Indicatori separati

Gli indicatori separati sono strumenti di Analisi Tecnica non apposti sul grafico del prezzo (a differenza degli indicatori sovrapposti) ma giacenti alla base di esso. Ne esistono diverse tipologie: indicatori di trend, di volatilità, di volumi, etc. Il loro numero è in aumento poiché ne vengono proposti costantemente di nuovi (siano solo migliorie di indicatori già esistenti, siano effettivamente nuovi strumenti, siano combinazioni di più indicatori già esistenti). Hanno un campo di oscillazione infinito, che di solito comunque si muove intorno allo 0, valore con la funzione di linea mediana (a differenza degli oscillatori che tipicamente si muovono in un intervallo compreso tra 0 e 100 inviando segnali di ipercomprato/ipervenduto quando si superano le soglie 70/30 o 80/20). In realtà anche molti indicatori, come il MACD o il CCI (Commodity Channel Index) possono essere utilizzati come indicatori di ipercomprato/ipervenduto, ma questa non è mai la loro prima funzione, mentre è caratteristica tipica degli oscillatori.

MACD

Il MACD (Moving Average Convergence / Divergence) è un indicatore separato di momentum trend following. E’ rappresentato da due linee: la prima è la differenza tra due medie mobili (a 26 ed a 12 periodi od, in versione esponenziale, al 7,5% e 15%) mentre la seconda è una media mobile a 9 periodi (o al 20%) della prima. Ovviamente i valori esposti sono quelli di default che possono essere agevolmente modificati dall’operatore per adattare lo strumento alle più svariate esigenze. La media rappresentante la differenza è la linea MACD mentre quella a 9 periodi è detta signal (o trigger) line. Tra le due, sarà quindi la prima a risultare la più veloce. Il MACD è tanto più efficace tanto più il mercato è volatile.

Il MACD è uno tra gli indicatori più utilizzati grazie all’elevato numero di segnali operativi che invia all’investitore. Questo poiché presenta una triplice prospettiva di lettura:

1) Crossover. È la regola prima nell’utilizzo del MACD: vendere quando la linea MACD scende sotto la trigger line o sotto il livello 0, e viceversa. Si deduce che è la stessa tipologia di segnale generato dal normale utilizzo delle medie mobili. In molte rappresentazioni dello strumento viene disegnato anche un istogramma che rappresenta la differenza tra le due linee. Se quindi la linea MACD è superiore alla signal, l’istogramma sarà positivo e le barre appariranno sopra la linea dello zero, viceversa nel caso opposto. Quindi, tornando al Crossover, quando l’istogramma supera al rialzo la linea dello zero invia un segnale di acquisto (la MACD line ha appena superato la trigger), un segnale negativo invece è inviato non appena scende sotto lo zero.

2) Livello di ipercomprato/ipervenduto. Quando la curva veloce (linea MACD) si allontana di molto dalla curva lenta (signal line). Ovviamente, essendo il MACD un indicatore e non un oscillatore, i livelli di ipercomprato/ipervenduto non saranno sempre di facile e precisa identificazione. Inoltre, questi livelli variano da uno strumento all’altro. Comunque ci si può aiutare utilizzando l’istogramma, cioè quelle colonnine blu (vedi immagine a piè di pagina) che si creano sopra o sotto la linea della zero e che rappresentano la distanza tra le due curve. Questa seconda prospettiva di lettura è comune a quella caratterizzante gli oscillatori.

3) Dvergenze. Se i minimi relativi del MACD sono in salita mentre quelli dei prezzi sono in discesa, si verifica una divergenza ribassista. Se i massimi del MACD stanno salendo mentre quelli dei prezzi scendono la divergenza sarà rialzista. Quest’ultima prospettiva, infine, è caratteristica degli indicatori di momentum.

Si può così affermare che il MACD risulta essere uno tra gli indicatori più completi (a giustificazione del suo forte utilizzo).

L’immagine sottostante presenta un esempio di utilizzo del MACD sul grafico dell’azione Société Générale. Nell’immagine sono presenti anche 3 medie mobili (a 10, 50 e 100 periodi) ed un indicatore sovrapposto (il Parabolic SAR). Alcuni cerchi verdi sono stati disegnati per dare risalto a massimi/minimi (con la finalità di individuare eventuali divergenze) ed a segnali operativi (incroci delle linee o rotture della/rimbalzi dalla linea mediana).

Esempio MACD 1

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Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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