Charles Henry Dow (6 novembre 1851 – 4 dicembre 1902) è considerato in materia il padre fondatore dell’analisi tecnica. Fu co-fondatore della Dow Jones and Company, con Edward Jones e Charles Brgstresser. Fondò il famoso The Wall Street Journal (1889), uno tra i più rispettati giornali finanziari al mondo. Inventò anche il Dow Jones Industrial Average come parte dei suoi studi riguardanti i movimenti dei mercati. Al giorno d’oggi, l’indice americano giova ancora di grande rilevanza a livello globale. Comunque, in questa sezione, l’argomento che più ci preme approfondire è la serie di principi redatta dal giornalista per la comprensione e l’analisi del comportamento dei mercati, più avanti conosciuta come “Teoria di Dow”, sulla quale si baseranno tutti i successivi studi che porteranno l’analisi tecnica ad essere l’ampia e profonda disciplina che attualmente è.

I sei principi fondanti

La Teoria di Dow ruota intorno a sei principi cardine:

  1. I mercati azionari scontano tutto;
  2. Il mercato ha tre trend: principale, secondario e minore;
  3. I trend principali hanno tre fasi;
  4. Le medie tra settori devono confermarsi tra loro;
  5. I volumi devono confermare il trend;
  6. Un trend è ritenuto in atto fino a quando non si ha prova del suo contrario.

1) I mercati azionari, quindi i prezzi dei singoli titoli che compongono i panieri, incorporano immediatamente tutte le informazioni che li riguardano. Il prezzo di un’azione rappresenta la valutazione che il mercato dà in quell’istante allo strumento, tenendo in considerazione tutti gli elementi che lo riguardano, partendo dalle valutazioni fondamentali e statistiche, arrivando fino alle considerazioni di stampo psicologico ed emotivo. Speciale importanza in questo contesto è da dare alle news. Queste ultime, come pubblicate, hanno un impatto immediato sui prezzi poiché vengono confrontate con quelle che erano (ove presenti) le aspettative degli operatori.

2) Il trend principale ha una durata indentificata tra poco meno di un anno e diversi anni. In linea principalmente teorica un trend primario potrebbe durare anche fino all’infinito. Il secondario viene collocato tra i 10 giorni ed i 3 mesi, approssimativamente. Il minore varia da una manciata di ore a circa un mese. Questi tre movimenti possono, eventualmente, anche sovrapporsi.

3) Secondo Dow, ogni trend principale si forma a seguito di tre differenti fasi: una prima definita “di accumulazione”, una seconda “di partecipazione pubblica” ed un’ultima chiamata “distributiva”. La prima fase è caratterizzata dall’entrata sul titolo da parte dei trader più astuti, con una maggiore disponibilità di informazioni, che anticipano il mercato. Nella seconda fase, come facilmente intuibile dal nome stesso, la maggior parte degli operatori comincia ad acquistare il titolo spingendone la quotazione. Nell’ultima fase, i giornali iniziano a pubblicare notizie positive sullo strumento ed il volume speculativo accelera. È proprio qui che gli investitori più informati (prima fase) cominciano a vendere l’azione dando inizio ad una potenziale inversione.

4) Alcuni settori sono evidentemente correlati. Si pensi alle industrie manifatturiera e dei trasporti. Se la prima comincia a produrre più output, generando maggiori ricavi e giustificando così un incremento dell’indice sul mercato finanziario, una tale crescita, data dall’aumento delle entrate generate dalla necessita di spedire il più alto volume di output prodotto, dovrà verificarsi anche sull’indice del secondo settore. Ovviamente, la correlazione andrebbe analizzata caso per caso e può anche sensibilmente variare nel tempo.

5) Il volume deve confermare i trend di mercato. Si deduce, anche a rigor di logica, che se un movimento, rialzista come ribassista, è accompagnato da alti volumi, molti investitori stanno operando nella stessa direzione, avvalorando così l’idea di fondo. È presente anche la possibilità in cui un gruppo ristretto di danarosi investitori stiano entrando contemporaneamente nella medesima posizione, ma è un’eventualità remota. In ogni caso, da ricordare: il mercato ha sempre ragione, mai andargli contro e seguire sempre il trend!

6) Anche se il mercato dovesse muoversi momentaneamente contro il trend ritenuto principale, ciò potrebbe essere dovuto semplicemente ad una breve correzione e non per forza ad un’inversione di tendenza. Prima di convincersi di un avvenuto cambio di trend è necessario avere forti segnali di cambiamento. Purtroppo decifrarli è compito assai complicato. Gli analisti molto spesso son discordi nella loro individuazione nonostante (o forse proprio a causa dei) numerosi tools di analisi tecnica disponibili, tra i quali livelli di supporto e resistenza, trendlines, configurazioni grafiche e medie mobili, fra i più comunemente usati in queste circostanze.

I principi sopra esposti rappresentano i punti cardine degli studi di Charles Dow relativi ai movimenti di mercato. Partendo da essi numerosi papers e diverse teorie che hanno reso la disciplina sempre più avanzata sono stati prodotti. Spesso alcuni tra questi hanno alzato aperte obiezioni contro la Teoria di Dow. Comunque, indipendentemente dalla ragione e dall’eventuale maggiore profittabilità di differenti studi, il contributo del fondatore dell’analisi tecnica non potrà mai esser messo in discussione.

Concludiamo questa breve panoramica sulla teoria di Dow, citando l’inventore: “Nessun altro fattore è maggiormente responsabile delle perdite in borsa quanto l’orgoglio di ammettere i propri errori”.

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Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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