La legge di stabilità, in corso di approvazione in Parlamento, contiene delle importanti novità per tutti i professionisti con partita Iva, tranne artigiani e commercianti.

Per i piccoli contribuenti le modifiche hanno due punti di forza: l’innalzamento da 15 a 30mila euro della soglia dei ricavi per poter entrare (e restare) nel regime agevolato e la tassazione ridotta estesa a cinque anni per le start up.

Il regime fiscale in vigore fino a quest’anno prevede che il professionista scelga tra due regimi fiscali, quello dei minimi con imposta sostitutiva al 5% e quello forfettario con aliquota al 15%.

Il riordino del regime fiscale contenuto nella Legge di Stabilità interessa 150mila partite Iva che, dati 2015, hanno preferito di gran lunga il regime dei minimi a quello forfettario. Da quando le opzioni sono tracciate, solo 28 su 100 contribuenti scelgono il forfettario, mentre tutti gli altri puntano sui minimi al 5%.

L’art.8 della Legge di Stabilità prevede che la nuova disposizione riguarderà non solo dei soggetti che “a decorrere dal 2016, intraprendono in regime forfetario attività di impresa o lavoro autonomo, ma anche i soggetti che, nel corso del 2015, hanno intrapreso le suddette attività avvalendosi del medesimo regime”. In quest’ultimo caso però si potrà fruire dell’aliquota agevolata per quattro anni e non per cinque, dato che i suddetti lavoratori hanno già beneficiato nel 2015 della riduzione di un terzo del reddito imponibile. Parlando in parole povere, chi ha optato nel 2015 per il regime forfettario potrà beneficiare delle nuove agevolazioni fiscali dall’anno di imposta 2016 all’anno di imposta 2019.

Con le modifiche che, se confermate, apporterà il Ddl Stabilità, le start up potrebbe avere dei vantaggi dal nuovo regime forfettario. Chi si trova nelle condizioni di avviare una nuova attività, infatti, potrà usufruire della tassazione ultraleggera al 5% per cinque anni e anche si è messo in proprio quest’anno può rientrare in queste condizioni più vantaggiose.

In presenza di costi molto ridotti- per esempio, in presenza di un professionista che ha bisogno solo di un computer portatile, un telefono e la connessione a internet – la forfettizzazione del reddito secondo le percentuali differenziate in base alle categorie produttive potrebbe rivelarsi leggermente più conveniente.

Nel 2014 la media annua degli iscritti alla gestione separata INPS ammontava a circa 800mila persone di cui il 17,1% (140mila) erano professionisti. La Legge di stabilità 2016 prevede per i soggetti sopra elencati il blocco anche per il prossimo anno dell’aumento delle aliquote contributive della Gestione Separata INPS.

 

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Giornalista pubblicista e addetta stampa, attualmente lavora alla Regione Lazio in assessorato al Bilancio, Demanio e Patrimonio. Si occupa di comunicazione istituzionale dal 2006: ha lavorato nell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari regionali, occupandosi di dossier e report, e al Ministero dello Sviluppo Economico, curando la comunicazione del programma europeo Poi Energia. E’ appassionata di fotografia e di viaggio, ha realizzato reportage con il marito, fotoreporter.

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