Introduzione

La Media Mobile (MM) è forse il più famoso indicatore di Analisi Tecnica. Sicuramente tra i più facili da comprendere. L’operatore, immaginiamo un trader che opera su azioni, sceglie un periodo, supponiamo 10 giorni (ma potrebbero essere anche mesi, settimane o minuti, dipende dal settaggio del grafico utilizzato) ed in automatico il software calcola il valore medio dei prezzi di chiusura dell’azione di riferimento in quell’intervallo temporale. Da qui il termine “media”.

L’aggettivo “mobile” le viene attribuito poiché, giorno dopo giorno, la media si aggiorna, abbandonando il primo dei 10 valori preso in considerazione ed acquisendo il prezzo di chiusura dell’undicesimo giorno (si veda tabella sotto). E via a seguire…

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Da ciò si deduce facilmente che la media mobile può essere rappresentata graficamente come una linea. Nel grafico sottostante una media mobile semplice calcolata sul principale indice italiano.

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Calcolo e confronto tra diverse tipologie

Prima di proseguire con l’utilizzo dello strumento è importante evidenziare due cose. Innanzitutto che la MM può essere calcolata su qualsiasi serie numerica di dati. L’impostazione di default la ottiene usando i prezzi di chiusura della giornata (o, se ancora in fase di negoziazione, il prezzo corrente di mercato del titolo) ma l’operatore può modificare il settaggio chiedendo al software di calcolarla sul prezzo di apertura o sui valori di massimo/minimo. Per fini di completezza bisogna evidenziare anche che la media mobile può essere calcolata sul volume delle trattazioni, o su un qualsiasi altro indicatore, od ancora su un’altra media mobile.

Esistono poi diversi tipi di medie mobili, ma senza dubbio le più famose sono la “media mobile semplice” (o “aritmetica” dal nome dell’operazione da eseguire per calcolarla), la “media mobile ponderata” e la “media mobile esponenziale“. Come si sarà capito, le ultime due tipologie danno un peso maggiore nel calcolo ai dati più recenti; questo nel tentativo di rispecchiare al meglio gli eventi macro e fondamentali verificatisi verso la fine del periodo prescelto (non sempre è utile soppesare ugualmente valori attuali con valori vecchi di mesi se non anni…si pensi ad esempio ad una media mobile calcolata su in intervallo di 100 periodi; cosa abbastanza comune, come quelle a 200 o 250 molto utilizzate dagli investitori di lungo termine, spesso confusi con i “cassettisti”).

La Media Mobile Semplice (MMS). È ottenuta usando la comune e ben nota formula della media aritmetica: ∑ (prezzi di chiusura) / (numero di periodi).

La Media Mobile Ponderata (MMP). Si calcola attribuendo un peso diverso alle varie chiusure dell’intervallo. Alla prima sarà attribuito come peso 1, ed all’ultima, rimanendo sempre fedeli all’esempio iniziale, 10.

La Media Mobile Esponenziale (MME). Anche questa, come la ponderata, è stata ideata per ovviare al problema delle medie mobili semplici riguardo al peso da assegnare ai valori. A differenza della prima però, si calcola applicando una percentuale del prezzo di chiusura di oggi al valore della media mobile di ieri. Per esempio, per calcolare una media mobile esponenziale al 9%, si moltiplica il prezzo di chiusura di oggi per 9% e poi si somma questo al valore della media mobile di ieri moltiplicato per 91% (100% – 9%). Per comodità, comunque, questa forma può essere convertita in periodi approssimativi. La formula da utilizzare è la seguente: periodo = ( 2 / % scelta  ) – 1. Utilizzando quest’ultima con i valori su dati si ottiene che una MME al 9% corrisponde a 21,2 periodi (più che approssimabile con 21).

Per avere anche un riscontro grafico si propone la seguente immaginegrafico in cui i suddetti tre tipi di medie mobili vengono confrontati. In viola una MMP, in rosso una MME ed in blu una MMS; tutte calcolate sullo stesso numero di periodi. Senza dubbio quindi medie mobili ponderate ed esponenziali sono più reattive (ad un incremento del prezzo si impennano di più e viceversa) delle semplici. Non esiste però una regola univoca e sempre valida che confermi quale tra le due lo sia di più.

Per fini di completezza si citano ulteriori tipologie di medie mobili, meno note e di conseguenza meno utilizzate dai comuni traders: media mobile adattiva ed adattiva a bande, media mobile envelope, media mobile triangolare, HMA e MMA.

Utilizzo

Le medie mobili sono utilizzate, da un punto di vista pratico, in diversi modi. Il primo metodo per leggere i segnali che mandano (di apertura di una posizione long/short per guadagnare sul futuro apprezzamento/deprezzamento di uno strumento finanziario o di chiusura di una posizione già in essere) si sostanzia nel plottare sul grafico una singola media mobile (di qualsiasi tipo si voglia e calcolata su qualsiasi numero di periodi) e studiare le intersezioni tra questa ed il grafico del prezzo. Si riporta l’immagine del FTSE MIB per fini di chiarezza espositiva.

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Quando il prezzo incrocia al ribasso la media (cerchi rossi), l’indicazione è di vendere (aprire posizione short, chiudere o invertire posizioni long precedentemente aperte). Viceversa (cerchi verdi), il segnale è positivo: comprare.

Una seconda metodologia di utilizzo si sostanzia nel solo confronto tra diverse medie mobili (diverse sia nel senso di calcolate su periodi differenti, sia di tipi diversi) o nel confronto tra loro ed il prezzo. Le indicazioni si ottengono seguendo la medesima logica: se la media mobile di più breve periodo taglia verso l’alto quella di più lungo periodo (com’è evidente più breve è l’intervallo temporale della media tanto più questa sarà reattiva all’ultimo prezzo tenuto in considerazione e tanto più vi si muoverà vicino) il segnale è “acquistare”, e viceversa. Ovviamente, tanto più un segnale viene confermato (la media a 5 periodi taglia verso l’alto contemporaneamente sia quella a 10 che quella a 25) tanto maggiore sarà la sua attendibilità.

Conclusioni

In generale, rispetto a tutti gli strumenti a disposizione di un investitore, le medie mobili risultano mediamente più lente nell’invio di segnali per l’apertura/chiusura di posizioni, ma più attendibili. Come già detto, la MMP e la MME sono più reattive della MMS. Ciò genera una sorta di trade-off: una media mobile reattiva manda al trader segnali più tempestivi che gli potrebbero permettere di guadagnare una percentuale maggiore sull’investimento entrando prima nella posizione. Al contempo però il rischio che il segnale inviato sia falso cresce. In generale, infatti, le medie mobili sono sempre presenti nei grafici dei traders (ognuno con i suoi tipi e periodi preferiti), ma vengono utilizzate insieme ad altri indicatori che ne confermino l’efficacia. Un abbinamento molto comune nel settore è quello tra medie mobili (notoriamente lente) e Parabolic SAR (indicatore notoriamente molto tempestivo e perciò discretamente attendibile).       

About The Author

Laurea Specialistica in Business Management presso La Sapienza (tesi sperimentale trattante il confronto tra Analisi Tecnica e Fondamentale). Laurea Triennale in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione d’Impresa con tesi riguardante un'analisi dei multipli di bilancio. Ha atteso un percorso extracurriculare di approfondimento nella Finanza Aziendale ed Internazionale (“Percorso d’Eccellenza”). Pratica Trading Online gestendo autonomamente i propri risparmi da diversi anni. Dopo aver abitato anche a Londra, attualmente vive a Bruxelles. Lettore appassionato e grande sportivo, ama viaggiare.

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