Nel 2014 è Exor, azionista di maggioranza di Fiat Chrysler Automobiles, il primo gruppo industriale italiano dopo undici anni di supremazia dell’Eni. E’ questa la novità più rilevante dell’annuale classifica stilata dall’Area Studi di Mediobanca sulle principali società italiane, indagine che quest’anno compie 50 anni.
Exor-Fca ha chiuso lo scorso esercizio con ricavi pari a 122,2 miliardi (di cui 62,5 mld in capo a Chrysler), 12,4 miliardi in più rispetto al gruppo petrolifero, nonostante le vendite domestiche contino per appena il 7,5% del giro d’affari complessivo, merito anche dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne.
Il gruppo Exor si conferma anche primo per numero di dipendenti, con oltre 318mila unità: bisogna risalire a inizio anni settanta per ritrovare questa consistenza anche se distribuita diversamente: l’85% allora lavorava in Italia, oggi ne resta poco più del 25%.
In seconda posizione scende appunto Eni che, penalizzata dal calo del prezzo del petrolio, decrementa il proprio fatturato a 109,8 miliardi. Invariate, rispetto all’anno precedente, le posizioni dalla terza alla decima, con: Enel, Gse (la società pubblica che svolge attività di compravendita di energia elettrica), Telecom Italia, Finmeccanica, Edison, Esso Italiana, Edizione (Benetton) e Saras.

Subito fuori dalla top-ten si conferma undicesima Poste Italiane, con ricavi per 9 miliardi. Ma, sottolinea l’indagine, se i premi assicurativi del gruppo (15,5 mld) fossero sommati ai ricavi postali e finanziari, emergerebbe un gruppo da 24,5 miliardi, quinto assoluto nel ranking 2014, davanti a Telecom.

Escono dalle Top 20 TotalErg e A2A, a causa principalmente della contrazione del prezzo del petrolio, mentre entrano la raffineria Isab, che balza dalla 78esima alla 19esima posizione. Nel dettaglio la classifica dell’Area Studi Mediobanca dalla 11esima alla 20esima posizione vede: Poste, Kuwait Petroleum Italia, Ferrovie dello Stato, Luxottica, Ge Italia, Supermarkets Italiani (Esselunga), Prysmian, Pirelli, Isab e Parmalat.

Se si considerasse l’aggregato delle maggiori cooperative a marchio Coop questo farebbe emergere un gruppo da 11,2 miliardi che si classificherebbe in nona posizione. L’Esselunga di Bernardo Caprotti ha chiuso il 2014 con un fatturato di 6,9 miliardi.

Sul fronte dei profitti, Eni si conferma campione di utili con 6.451 milioni nel biennio 2013-2014, seguita da Enel con 3.752 milioni. Il primo privato è Exor, terzo con 2.408 milioni.

Ecco al TOP delle 25 industrie italiane per fatturato:

Exor – FCA

ENI

ENEL

GSE

Telecom Italia

Finmeccanica

Edison

Esso italiana

Edizione (Benetton)

Saras (Moratti)

Poste Italiane

Kuwait Petroleum

Ferrovie dello Stato

Luxottica (Del Vecchio)

GE Italia

Esselunga (Caprotti)

Prysmian

Pirelli

Isab (Lukoil)

Parmalat

ERG (Garrone)

Gruppo Fininvest (Berlusconi)

Wind

Italmobiliare (Pesenti)

De Agostini

 

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