Sono svariate le tipologie lavorative regolamentate dal Jobs Act e dal suo decreto attuativo.

Il Decreto legislativo n.81/2015 ha introdotto infatti importanti novità anche in tema di contratti di lavoro e soprattutto per ciò che riguarda il lavoro occasionale accessorio.

Di che si tratta? Il lavoro occasionale accessorio è una particolare fattispecie contrattuale che viene retribuita attraverso dei voucher (buoni lavoro). Il tetto del compenso annuo è di 7 mila euro netti, un innalzamento rispetto ai 5 mila euro previsto proprio dal D.lgs. 81/2015 che stabilisce che “per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro (lordo € 9.333) nel corso di un anno civile (dal 1 gennaio al 31 dicembre), annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati”.

Le prestazioni lavorative occasionali possono essere rese in tutti i settori, da qualsiasi committente, con qualsiasi lavoratore (tranne alcuni limiti previsti per il settore agricolo).
Il tetto massimo del compenso previsto per attività lavorative svolte nei confronti di committenti quali imprenditori commerciali o professionisti è di 2.000 euro per ciascun committente, salvo il limite di 7.000 euro netti annui.

I limiti economici sono un elemento fondamentale per configurare la fattispecie del lavoro occasionale accessorio e il loro mancato rispetto comporta delle sanzioni.
Al fine di agevolare committenti e prestatori nel calcolo dei compensi riscossi durante l’anno, le procedure telematiche sono state revisionate e arricchite di funzionalità.

Le attività lavorative vengono pagate attraverso dei voucher il cui valere netto ammonta a 7,50 euro (corrispondente al compenso minimo per un’ora di lavoro) e che costano al datore di lavoro 10 euro.
Questi buoni lavoro permettono la copertura previdenziale presso l’Inps (pensione) e quella assicurativa presso l’Inail, ma non danno diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell’Inps (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.).
I committenti, imprenditori o liberi professionisti, sono obbligati ad acquistare i buoni lavoro soltanto telematicamente attraverso la procedura telematica Inps, tabaccai che aderiscono alla convenzione INPS – FIT e tramite servizio internet Banking Intesa Sanpaolo oppure attraverso le banche popolari abilitate.

Per i committenti non imprenditori o professionisti, oltre che attraverso i canali telematici suindicati, possono continuare ad acquistare i voucher presso gli Uffici Postali nazionali.

About The Author

Giornalista pubblicista e addetta stampa, attualmente lavora alla Regione Lazio in assessorato al Bilancio, Demanio e Patrimonio. Si occupa di comunicazione istituzionale dal 2006: ha lavorato nell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari regionali, occupandosi di dossier e report, e al Ministero dello Sviluppo Economico, curando la comunicazione del programma europeo Poi Energia. E’ appassionata di fotografia e di viaggio, ha realizzato reportage con il marito, fotoreporter.

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