Il prezzo del petrolio è determinato da diversi fattori, primo fra tutti il rapporto tra la domanda e l’offerta, come per tutte le transazioni economiche.
Dal 1974, a seguito dello shock petrolifero del 1973, l’Agenzia Internazionale per l’ Energia (AIE) coordina le politiche energetiche dei paesi membri dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Lo scopo è mantenere costante l’approviggionamento degli stati che fanno parte dell’organizzazione, per garantire l’energia necessaria allo sviluppo economico dei singoli territori. Essendo il petrolio ancora oggi la principale fonte energetica mondiale, l’AIE si occupa soprattutto della sua gestione e delle politiche ad esso correlate, tra cui il prezzo. Una delle questioni che sta affrontando l’agenzia negli ultimi mesi è il calo del prezzo al barile dell’oro nero, monitorato costantemente dato l’imminente rischio di un crollo di questo e l’ombra delle sue rispercussioni sul mercato internazionale. Ad influire su tale aspetto, lo sbilanciamento del rapporto di domanda e offerta degli ultimi mesi, di cui è complice il rallentamento dell’ economia mondiale causata dalla crisi economica, e la crescita della produzione di shale oil (petrolio ottenuto dalle roccie) americano, che immette sul mercato ulteriori quantitativi di greggio, facendone abbassare ulteriormente il valore.
L’Arabia Saudita, che rimane il maggiore produttore mondiale di petrolio a basso costo (i costi di estrazione dello shale oil non consentono agli americani di scendere sotto un certo prezzo al barile, stimato intorno agli 80 dollari, a differenza di quello saudita che attualmente può ammortizzare un prezzo fino a 50 dollari al barile) pare sia riuscita a tamponare l’ascesa del shale oil.  
Gli Stati Uniti d’America spingono per essere il maggiore produttore del 2015, ma la politica dell’Arabia di non rallentare la propria di produzione, sta spingendo il nuovo continente a rallentare la sua, onde evitare il crollo del prezzo del greggio al barile.
Due elementi potrebbero però rispostare gli equilibri nei prossimi mesi: i giacimenti che si stano esaurendo (quindi la neccessità di nuovi investimenti) e la struttura finanziaria che sostiene le diverse realtà.

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